Opinione della Settimana

Coletta (Swiss Re Italia): “L’assicurazione contro le catastrofi costerebbe soltanto 100 euro all’anno”

Agenti assicurativi - Fenomeni catastrofali Imc

(di Adriano Bonafede – Repubblica Affari & Finanza)

Parla l’AD della filiale italiana del gruppo riassicurativo elvetico: “Lo Stato deve interrogarsi se continuare a pagare una media di 3,5 miliardi all’anno o se è meglio affidarsi ai privati”

«Rendere obbligatoria e uguale per tutti l’assicurazione contro i rischi di catastrofe sarebbe senz’altro la via più breve per avere la massima penetrazione e garantire una copertura generalizzata. Ma si possono anche trovare strade più soft per incentivare gli italiani a parare i contraccolpi economici di alluvioni e terremoti. E non penso soltanto alle famiglie ma anche alle imprese e alla stessa pubblica amministrazione». Carlo Coletta, amministratore delegato di Swiss Re Italia, la filiale di una delle più grandi compagnie di riassicurazione al mondo, spiega le ragioni per cui cui lo Stato dovrebbe, nel suo stesso interesse oltre che per quello dei cittadini italiani, far crescere il peso di queste polizze. «In Italia soltanto l’1 per cento degli immobili è coperto contro queste sfortunate eventualità. E pensare che, invece, le polizze incendio sono acquistate dal 44 per cento dei proprietari». In realtà la copertura contro le catastrofi viene normalmente venduta come accessorio delle polizze incendio. Il che significa che per chi ce l’ha già basterebbe aggiungere questa postilla.

Ma l’obiettivo dello Stato, secondo Coletta, dovrebbe essere quello di estendere a tutti una copertura. «Il che gli eviterebbe di intervenire a evento accaduto. E con i risarcimenti che non sempre avvengono per tempo e con grande efficienza, come dimostrano le tante polemiche che seguono da sempre le ricostruzioni nei terremoti (sono di questi giorni i contrasti sull’assegnazione delle prime casette di legno, ndr)». In altre parole, le compagnie pagherebbero più rapidamente e per l’importo assicurato.

Ma assicurarsi costa, non è meglio continuare a lasciar fare allo Stato? «Comunque sia», spiega Coletta, «gli italiani che vivono lontano da terremoti e da altre calamità si illudono di non pagare quando queste cose accadono. Perché lo fanno attraverso le imposte: dove trova infatti i soldi lo Stato?». La soluzione più efficiente, sostiene l’aministratore di Swiss Re Italia, sarebbe quella di creare una tariffa obbligatoria, una specie di “Rc auto degli immobili”. «Il punto di partenza è la mutualità, ovvero un principio di soldarietà che comunque, ripeto, già si paga attraverso le imposte».

I politici, pur avendone parlato più volte in questi anni, hanno però finora avuto paura d’introdurre una nuova tariffa obbligatoria, vosto che quella che già c’è, l’Rc auto, è profondamente odiata e considerata una specie di tassa, pur essendo soltanto una protezione contro gli incidenti. E poi, se l’obbligo avvantaggerebbe – visto che la tariffa sarebbe tendenzialmente uguale per tutti – chi si trova in aree più esposte ai terremoti, gli altri forse non sarebbero così contenti. «Ma si possono introdurre dei correttivi. Ad esempio, si potrebbe far pagare un po’ di più chi si trova in aree più svantaggiate e un po’ meno gli altri. Inoltre si potrebbero incoraggiare le misure di prevenzione, prevedendo che chi investe sulla sicurezza dell’immobile ottiene uno sconto. Insomma, un’assicurazione diffusa a tutti gli italiani introdurrebbe una spinta verso comportamenti virtuosi e sgraverebbe lo Stato da spese gigantesche e, soprattutto, improvvise e a volte imponderabili».

Già, lo Stato. si è detto che già oggi mette sul piatto delle calamità circa 3,5 miliardi all’anno, secondo le stime di Swiss Re (e questo soltanto rimanendo nell’orizzonte dell’ultimo decennio). Il punto è che non ci sono soltanto i terremoti, i quali non riguardano aree limitate, anzi sono piuttosto estese, «ma anche alluvioni e trombe d’aria, che sono l’evento catastrofico più frequente e probabile in Italia», spiega Coletta.

La classe politica, come si è detto, è molto spaventata dall’idea di rendere questo tipo di assicurazione uguale per tutti. E il clima che di qui a poco diventerà elettrorale, di certo non aiuterà a prendere alcuna decisione, che sarà giocoforza rinviata a non prima del prossimo anno. È un tema che evidentemente sta a cuore a tutto il sistema assicurativo italiano (non è un caso che l’Ania, l’associazione delle compagnie lo stia caldeggiando in tutti i contatti con i governi degli ultimi anni).

Ma quanto costerebbe una copertura uguale per tutti? «Naturalmente dipende da quanto è grande la casa, da come è costruita, ecc. – spiega Coletta –. Noi però abbiamo calcolato che, in media appunto, dovrebbe costare circa 100 euro ad abitazione. Non molto. Da una recente ricerca di mercato di Swiss Re c’è già grande sensibilità: gli italiani, infatti, troverebbero accettabile una spesa per una polizza contro le catastrofi intorno a 250 euro all’anno, che è molto più di quanto sarebbe necessario».

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