
Mifid II, per il commissario Consob serve un’armonizzazione con le norme bancarie e assicurative
«Forse è il caso di sedersi e pensare dopo vent’anni di riscrivere il testo unico della Finanza, che oggi anche graficamente è scarsamente leggibile. Meglio ancora, fare un testo unico dei testi unici, e cioè testo unico della Finanza, testo unico Bancario e Codice delle assicurazioni. Ma soprattutto porre questo tema in chiave europea». Lo ha affermato il commissario Consob, Carmine Di Noia, in un’audizione in commissione Finanze della Camera sulla direttiva Mifid II.
Di Noia ha spiegato che il decreto di recepimento all’esame della Commissione «è ampiamente condivisibile», anche perchè si tratta in sostanza del recepimento di una disciplina europea che ha un obiettivo di massima armonizzazione e sulla quale i margini lasciati al singolo paese nel recepimento sono minimi. Di Noia ha ricordato che d’altro canto che a livello europea la norma è stata preceduta da un’ampia consultazione, e una consultazione è stata fatta a livello nazionale dal ministero prima di varare il decreto.
Il commissario Consob ha rilevato poi come il testo unico della Finanza si stia andando via via svuotando dei contenuti originari in virtù delle modifiche normative sopravvenute negli anni. L’obiettivo principale della Mifid II è quello di garantire una maggiore tutela degli investitori anche attraverso l’introduzione di nuovi poteri per le Autorità come la Consob, di «product intervention». Di Noia ha sottolineato come Mifid II evidenzi «l’inefficienza della sola filosofia della trasparenza a correggere le asimmetrie informative e mis-selling», la necessità di tutelare il cliente «lungo tutto il ciclo di vita del prodotto di investimento: dalla creazione fino alla vendita», interessando sia chi fabbrica il prodotto sia chi lo distribuisce così come qualsiasi tipo di investitore, sia retail sia istituzionale.




