Opinione della Settimana

Cattolica mira a rilevare le polizze del Banco Bpm

Cattolica Assicurazioni - Sede di Verona (3) Imc

(Fonte: L’Arena)

I legami e la collaborazione tra Cattolica Assicurazioni (nella foto, la sede) e la Banca Popolare di Verona (poi entrata in Banco Popolare e ora Banco Bpm) potrebbero ritornare a distanza di oltre 10 anni. Dopo quel divorzio movimentato dovuto alla brusca rottura della trattativa sulla possibile aggregazione tra le due realtà finanziare veronesi in simbiosi industriale (bancassicurativa) e societaria (molti erano i soci comuni) già da molti decenni. L’operazione potrebbe arrivare grazie anche ad alcune coincidenze: Cattolica ha interrotto la partnership con Banca Popolare di Vicenza, il Banco Bpm poi non ha rinnovato gli accordi con Unipol e Aviva. E un terzo fatto è il nuovo amministratore delegato di Cattolica, in carica dal primo giugno, Alberto Minali (veronese ed ex Generali), il quale sta studiando il nuovo piano industriale, dove uno dei pilastri sarà una nuova alleanza bancassicurativa forte per rilanciarsi come uno dei primi cinque player assicurativi italiani. E vendere polizze Cattolica agli sportelli del Banco Bpm, terzo gruppo bancario italiano, potrebbe essere il modo migliore.

Ma non sarà il solo gruppo a concorrere: altri quattro hanno manifestato interesse all’ad del Banco Bpm, Giuseppe Castagna, per rilevare le quote di Unipol e Aviva nelle joint-venture bancassicurative. Si tratta di Generali, Allianz, Zurich e Covèa, già partner nel ramo vita di Bpm. Il termine per le offerte vincolanti da presentate congiuntamente, è il 12 settembre e la valutazione complessiva dei due portafogli è di circa 700 milioni, di cui 500 milioni per la quota del 50% di Unipol in Popolare Vita e 200 milioni per quella del 50% di Aviva in Avipop Assicurazioni. Nel 2016 Popolare Vita ha raccolto 2,1 miliardi di euro di premi nel vita mentre Avipop Assicurazioni 77 milioni nel danni e 92,4 milioni nel vita.

Per Banco Bpm l’individuazione del nuovo partner bancassicurativo rappresenta un ulteriore tassello al lavoro di razionalizzazione che Castagna sta conducendo nelle società prodotto e nelle controllate dopo la fusione tra Banco e Bpm, lavoro che da poco ha portato alla cessione di Aletti Gestielle ad Anima, di cui il Banco resta primo azionista e con cui ha stipulato una partnership strategica ventennale.

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