
Secondo le indicazioni definitive che emergono dallo studio Sigma dello Swiss Re Institute, nel 2017 le perdite assicurate globali da fenomeni catastrofali (naturali ed artificiali) sono state pari a 144 miliardi di Euro, il valore più alto mai registrato dalle analisi del colosso riassicurativo elvetico. Estremamente elevato anche il volume delle perdite economiche: 337 miliardi di dollari (dato inferiore al solo 2011). I valori annuali – peggiorativi rispetto alle stime preliminari dello scorso mese di dicembre – sono stati fortemente influenzati dagli uragani su larga scala che hanno colpito gli Stati Uniti ed i caraibi tra agosto e settembre; Harvey, Irma e Maria hanno infatti provocato perdite assicurate combinate di 92 miliardi di dollari, pari allo 0,5% del PIL statunitense. È stato però un anno record anche per le perdite assicurate collegate agli incendi boschivi, che hanno inciso per 14 miliardi di dollari. Sempre elevato il tributo in termini di vite umane: 11.000 vittime, un valore vicino a quello registrato nel 2016
Secondo le indicazioni definitive che emergono dall’ultimo studio Sigma dello Swiss Re Institute, il 2017 consegna al settore assicurativo e riassicurativo un costo estremamente salato per quanto riguarda le perdite collegate ai fenomeni catastrofali naturali ed artificiali. Il totale delle perdite economiche globali 2017 causate dalle calamità naturali e provocate dall’uomo è stato infatti di 337 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto al 2016 e secondo valore più alto mai registrato dallo studio annuale (partito nel 1970) realizzato dalla divisione di ricerca del colosso riassicurativo elvetico. Il settore assicurativo e riassicurativo deve invece fronteggiare il maggiore volume di perdite assicurate mai registrato: 144 miliardi di dollari, oltre due volte e mezzo rispetto ai valori 2016 (56 miliardi). Entrambi gli indicatori sono peggiorativi rispetto alle stime preliminari dello scorso mese di dicembre (306 miliardi di perdite economiche e 136 miliardi di perdite assicurate).

Le maggiori perdite sono collegate dai tre uragani su larga scala – Harvey, Irma e Maria – che hanno colpito gli Stati Uniti e la regione dei Caraibi in rapida successione tra agosto e settembre. Questi tre uragani hanno infatti provocato perdite assicurate totali pari a 92 miliardi di dollari, rendendo il 2017 la seconda stagione più pesante dal 2005 (l’anno di Katrina) per quanto riguarda gli uragani in Nord America. L’anno scorso è stato tuttavia un anno record anche per le perdite derivanti dagli incendi boschivi. I principali fenomeni catastrofali ad essi collegati hanno generato perdite assicurate complessive pari a 14 miliardi di dollari.
A livello statistico, nel 2017 lo studio Sigma ha individuato 301 eventi catastrofali di grande entità a livello globale, in calo rispetto ai 329 osservati nel 2016. Sempre molto pesante, infine, il tributo in termini di vite umane: più di 11.000 persone hanno perso la vita o risultano ancora disperse (dato vicino a quello del 2016) a seguito degli eventi catastrofali e sono milioni le persone rimaste senza una casa.
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Nella immagine di apertura, l’uragano Harvey vicino al picco massimo di forza (25 agosto 2017, sulle coste del Texas)







