29 dicembre 2020 – Una corte d’appello federale a Washington – ha informato Dow Jones – ha sancito la piena applicabilità delle legge voluta dal presidente Usa Donal Trump per richiedere agli ospedali di rivelare le tariffe “segrete” che negoziano con le compagnie di assicurazione. L’American Hospital Association aveva fatto causa per impedire che l’iniziativa avesse effetto. Ma a giugno, un giudice federale del Distretto di Columbia aveva stabilito che le nuove regole erano legali. Ed ora la legge ha passato anche lo scoglio rappresentato dal giudizio di appello.
Gli appellanti sostenevano che la regola che obbligava gli ospedali a pubblicare le loro tariffe negoziate violava il Primo Emendamento della costituzione Usa – tutela la libertà di espressione e di stampa – e andavano oltre gli obblighi dell’Affordable Care Act (Obamacare). Ma la motivazione è stata rigettata dai giudici.
La regola, proposta per la prima volta nel luglio 2019, potrebbe scoperchiare conti del settore o da 1 trilione di dollari finora custoditi come segreti commerciali. Richiede agli ospedali, in particolare, di pubblicizzare le tariffe che negoziano con i singoli assicuratori per tutti i servizi, inclusi farmaci, forniture, tasse di struttura e cure da parte di medici che lavorano per la struttura. La legge entrerà in vigore con il primo gennaio. La nuova normativa è stata pensata con l’intendo di far ricorso alla trasparenza per promuovere una maggiore concorrenza nel mercato. L’amministrazione ha stimato che ospedali avrebbero speso nel 2019 circa $40 milioni per attuare le nuove disposizioni. Sul fronte opposto i gruppi ospedalieri affermano che sarà molto più costoso per loro preparare le informazioni rese obbligatorie dalle nuove regole. Saranno necessari -sostengono – fogli di calcolo con centinaia di migliaia di colonne, così grandi che potrebbero mandare in crash la maggior parte dei loro computer.




