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L’investimento in nuove tecnologie nel mondo assicurativo e l’impatto sull’intermediazione professionale

Massimo Michaud

Secondo una ricerca pubblicata di recente dal BCG Fintech Control Tower, gli investimenti in Insurtech nel primo semestre 2021 sono di 7,3 miliardi di dollari in fortissima accelerazione. Infatti in 6 mesi, si avvicinano alla cifra di 7,5 miliardi spesa nell’intero anno 2020, già in crescita del 20% rispetto al 2019.

Comprendere la destinazione e le caratteristiche di questo importante afflusso di denaro ci può aiutare a prevedere dove potrebbero avvenire le prossime trasformazioni del mondo assicurativo.

Innanzitutto, occorre sottolineare che l’impatto delle nuove tecnologie nell’assicurazione avviene in ritardo rispetto ad altri settori e che da essi si possono trarre interessanti insegnamenti. Dopo che Google aveva assunto la dominanza nell’ambito della ricerca e della pubblicità, che Facebook aveva conquistato un ruolo centrale nei social network abbiamo assistito in Occidente;

  • Commercio: Alla conquista della leadership di Amazon del commercio di beni non deperibili
  • Informatica: All’affermazione del cloud computing ancora con il ruolo centrale di Google, Amazon e di Microsoft
  • Telecomunicazioni: Alla modifica delle prassi di comunicazione con Skype, che aveva preso il posto delle società di telefonia internazionale, e poi, via via, con WhatsApp e più recentemente con Zoom e  le altre piattaforme di videochiamata
  • Ospitalità: Alla prepotente ascesa di AirBnB che si è imposta nel settore alberghiero a livello mondiale
  • Mobilità: Allo sviluppo in un’industria tradizionale come quella dell’automobile di un operatore come Tesla che ha araggiunto una capitalizzazione superiore a quella di grandi gruppi tradizionali
  • Finanza; Alla trasformazione delle modalità di pagamento  con la nascita prima di Paypal, e più recentemente di Revolut e di N26

Ognuno di questi nuovi attori, avendo individuato bisogni e aree di attività ad alta marginalità, è stato in grado di sostituire, almeno in parte, l’offerta di attori storici di quel mercato. Abbiamo imparato che la distanza fisica non rappresenta necessariamente una barriera alla fruizione dei servizi, che non occorre sempre possedere l’infrastruttura per offrire un nuovo servizio (Uber, AirBnB), che le nuove offerte possono nascere dalla risposta ad una esigenza latente dei clienti  (auto elettrica), che funzioni fondamentali dell’impresa (come la gestione del parco informatico) possono essere esternalizzate, che dove ci sono margini/costi importanti per il ciente possono inserirsi operatori low cost.

Grazie a queste osservazioni si possono forse anticipare chi sfiderà gli assicuratori e farsi parte attiva nel cambiamento e nella trasformazione. Anche perché in Italia nello stesso periodo si sono investiti solo 60 milioni di Euro, a fronte di investimenti da 550 milioni in su in Germania, Francia e Gran Bretagna.

La caratteristica più interessante degli investimenti in Insurtech di quest’anno è che essi sono più concentrati, destinati a favorire l’espansione di realtà già di successo. Nella speranza degli investitori si tratta di costruire le Amazon del futuro. Sono stati infatti investiti oltre 200 milioni di dollari su ciascuna delle seguenti società: Wefox, BoughtbyMany, Alan, Collective Health, Extend, Shift Technology, Clearcover, Next Insurance. L’espansione, in molti casi, implica l’internazzazione e l’Italia, che è l’ottavo Paese per premi di assicurazione a livello mondiale, è sicuramente interessante.

L’investimento più importante di 650 milioni è andato a beneficio di  WeFox, una piattaforma nata per la distribuzione assicurativa e che si è successivamente dotata anche di una compagnia e di una piattaforma informatica per facilitare la connessione con i distributori. Di recente, con l’accordo con il broker Mansutti, Wefox è entrata prepotentemente nel mercato italiano. Sembra che la sua intenzione possa essere quella di promuovere l’innovazione tecnologica e delle offerte specifiche a favore di una rete di intermediari italiani che entrerebbero a far parte del suo network. A favore dell’innovazione della distribuzione in Italia, opera anche il broker Wide Group che si propone come un acceleratore di tecnologia e, in particolare, propone la robotizzazione dei processi operativi degli intermediari.  E molti intermediari si pongono come potenziali aggregatori.

Per gli intermediari professionali del mercato italiano si tratta quindi di valutare opportunamente l’impatto delle nuove tecnologie sulla loro operatività e di decidere un programma di cambiamento, tenendo conto che:

  1. I consumatori sono sempre più digitali e in particolare il “canale mobile”, ovvero l’accesso tramite cellulare, è destinato a diventare sempre più importante anche per l’assicurazione
  2. L’ostacolo all’adozione della tecnologia è prima di tutto formativo/culturale in quanto l’accesso all’innovazione è sempre meno costoso grazie all’open source e alle API che vengono offerte
  3. Si può superare l’ostacolo, non solo entrando in un network già costituito, ma anche avvalendosi di soluzioni sviluppate da imprese innovative oggi a disposizione anche degli intermediari professionali. Per esempio, Axieme, con la sua piattaforma Axidigital, inizialmente sviluppata per la sua attività di broker on line, è in grado di dotare gli agenti di assicurazione e le compagnie di processi sofisticati di marketing e di interazione con il cliente.

Sappiamo che, nel mondo assicurativo, l’innovazione incide soprattutto in tre ambiti: 1) modalità di accesso e di relazione con il cliente (customer journey); 2) efficientamento dei processi operativi 3) miglioramento della qualità delle decisioni, con riferimento in particolare alle decisioni massive di sottoscrizione e di gestione dei sinistri.

Il primo ambito è cruciale per l’intermediazione assicurativa che spesso, invece si concentra sul secondo. Quando compriamo su Amazon, il processo che seguiamo è stato oggetto di affinamento costante per molti anni alfine di rendere completamente fluido il processo di acquisto, di fare offerte adattate al profilo del cliente e di ingaggiare il cliente il prima possibile (eg. one click). La distribuzione assicurativa, nonostante la complessità dovuta agli adempimenti normativi, deve poter offrire un accesso rapido e una presentazione chiara dell’offerta comparabile con le migliori esperienze d’acquisto cui ciascuno di noi è esposto.

Sono convinto che l’assicurazione, che si trasforma sempre di più in protezione del cliente, potrà beneficiare sempre dell’intervento di un professionista, e difficilmente sarà affidata ad una macchina. Questo a condizione, però, che tale intervento sia supportato da conoscenze  e strumenti tecnologici che lo rendano inimitabile e insostituibile.

a cura di Massimo Michaud, Presidente CINEAS

Leggi anche https://www.intermediachannel.it/2021/09/08/dalle-garanzie-ai-servizi-dallassicurazione-alla-protezione/

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