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Un report Aon evidenzia l’importanza di un migliore processo decisionale nella C-Suite a seguito della pandemia di COVID-19

La survey mostra come quasi il 90% dei dirigenti si aspetta che le condizioni di business siano più favorevoli tra un anno

La maggioranza degli intervistati concorda sul fatto che la pandemia abbia esposto a nuove vulnerabilità, aumentando la volontà di investire nella preparazione per la gestione di altri rischi a lungo termine

Aon plc, azienda leader nei servizi professionali globali, ha annunciato i risultati del sondaggio “A New Approach to Volatility: The Importance of Making Better Decisions”. Un anno e mezzo dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19, Aon ha intervistato 800 C-suite leader e senior executive negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, nel Regno Unito e in Canada per mostrare come le organizzazioni si stanno preparando a rispondere a rischi sempre più interconnessi. Il sondaggio segue la ricerca condotta da Aon nel 2020 e rivela come un anno dopo, i leader aziendali abbiano una rinnovata fiducia nell’economia e una maggiore propensione ad affrontare dei rischi previsti.

Siamo ad un punto in cui le aziende non si concentrano più solamente sul superamento delle sfide attuali che stiamo affrontando, ma pensano anche ad altri rischi a lungo termine e a come prepararsi a gestirli”, ha dichiarato Greg Case, Chief Executive Officer di Aon. “Mentre i leader guardano al futuro delle loro aziende in un mondo sempre più volatile, la pandemia ha rimodellato la loro visione del rischio e ha aumentato l’importanza di prendere decisioni migliori. L’anno trascorso ha dato ai leader l’intuizione necessaria per comprendere le dinamiche dei rischi a lungo termine e la necessità di essere meglio preparati, infondendo ottimismo per ciò che ci aspetta”.

Ulteriori risultati del sondaggio

  • La maggioranza degli intervistati prevede una crescita significativa: circa quattro leader su cinque (79%) stimano una crescita nell’anno a venire e il 40% prevede una crescita a due cifre dei ricavi. Tra il 38% dei leader che hanno indicato di essere “molto preparati” ad affrontare la pandemia, il 55% stima una crescita a due cifre delle entrate.
  • La preparazione ha dato i suoi frutti, ma la C-suite potrebbe mostrare un pregiudizio di fiducia: la ricerca ha rivelato una discrepanza tra i dirigenti della C-suite che definiscono le strategie e le persone sul campo che le eseguono. Solo il 12% dei dirigenti della C-suite ha ritenuto che la loro azienda fosse impreparata alla pandemia, rispetto al 22% dei dirigenti senior.
  • I leader di successo sono consapevoli del rischio, non avversi al rischio: la maggior parte dei dirigenti (80%) afferma che l’esperienza della pandemia ha aumentato la propensione delle loro aziende ad assumersi più rischi e a fare investimenti per costruire la resilienza per il futuro. I dirigenti sono propensi ad assumersi nuovi rischi relativi al finanziamento e all’investimento di capitale, con il 55% degli intervistati che esprime interesse nel raccogliere nuovi capitali, finanziamenti o debiti e il 50% degli intervistati aperti a investire in nuove tecnologie.
  • L’incapacità di prepararsi e di agire indebolisce le aziende in modo significativo: le aziende che sono state indebolite dalla pandemia – il 32% di quelle intervistate – hanno fatto fatica ad integrare la valutazione del rischio nel processo decisionale e a concentrarsi sull’interconnessione dei vari rischi. Le aziende impreparate e successivamente indebolite dalla pandemia sono rimaste indietro rispetto ai loro competitor in due aree chiave: accesso alla protezione finanziaria contro le perdite e capacità di garantire la sicurezza e la produttività dei dipendenti durante la pandemia. Al contrario, le aziende solide hanno adottato una visione olistica e integrata nella risposta alla pandemia e hanno segnalato l’integrazione dei rischi come chiave del loro approccio per disarmare i rischi in evoluzione.
  • Le aziende di successo danno valore a dati, analisi e competenze: i leader della C-suite e i dirigenti senior intervistati danno più valore a modelli, analisi o strumenti scientifici sui dati – il 61% – per garantire che la loro azienda prenda decisioni migliori. Tra le aziende più solide, il 61% dichiara anche di essere molto sicuro di avere la capacità di analizzare i dati e le informazioni disponibili per prendere decisioni valide in futuro.

La nostra ricerca mostra che i dirigenti sono fiduciosi nel futuro e hanno dato priorità alla necessità di essere meglio preparati al rischio sulla scia della pandemia“, ha detto Lori Goltermann, Chief Executive Officer di Enterprise Clients di Aon. Parlando con i CEO e altri leader aziendali attraverso il nostro Enterprise Client Group, questi risultati confermano la loro esperienza e rafforzano il nostro ruolo nel fornire soluzioni che danno ai nostri clienti la chiarezza e la fiducia necessarie per prendere decisioni migliori che proteggono e allo stesso tempo fanno crescere le loro aziende“.

Foto in copertina: Greg Case, Chief Executive Officer di Aon

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