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Gli edifici protetti dal fuoco non hanno oggi alcun vantaggio assicurativo

Confabitare, Movimento Consumatori e Rockwool Italia sollecitano il sistema assicurativo: rivedere i parametri dei premi per gli edifici più protetti contribuirebbe alla diffusione di buone pratiche

Dalle facciate degli edifici possono propagarsi fiamme pericolose per le persone e distruttive per gli edifici; tuttavia, la Regola Tecnica Verticale non vincola i costruttori all’utilizzo di materiali incombustibili

Un edificio che ha una buona protezione al fuoco non trae alcun vantaggio assicurativo. Questo genera un gap che può favorire la scelta di materiali più rischiosi per gli edifici e per la sicurezza della persona. È questo il monito che lanciano Confabitare, Movimento Consumatori e Rockwool.

Le tre organizzazioni vogliono richiamare gli operatori assicurativi a contribuire a una maggiore sicurezza degli edifici, proponendo la qualità dei materiali di edilizia e facciate – in particolare per i palazzi e gli edifici più sensibili come scuole, case popolari ed ospedali – come discriminante per il premio assicurativo. La scelta di materiali combustibili per avere un risparmio sul breve termine si può tramutare in maggiore rischio per l’edificio e di conseguenza per le persone.

L’urbanizzazione e il cambiamento climatico hanno posto nuove sfide al modo di vivere moderno e sono aumentati i fattori che possono favorire incendi: più edifici, più edifici alti, più edifici vicini gli uni agli altri, più unità immobiliari in minori metri quadri; è aumentata la presenza di cablature elettriche e di tecnologia, collegata anche all’aumento di soluzioni energetiche innovative come l’installazione di pannelli fotovoltaici,  e cresce il numero di colonnine elettriche per le auto.

Si incrementa di conseguenza il fattore di rischio per le persone. Il Forum per la sicurezza domestica elettrica europea ha stimato che ogni anno si verificano ancora 280.000 incendi di origine elettrica in tutta l’UE, causando una media annua di 1.000 morti e danni materiali per 6,25 miliardi di euro.

Secondo le statistiche dei Vigili del Fuoco, per il 2020 in Italia gli appartamenti e locali di abitazione ed edifici in genere oggetto di incendio sono stati 45.500, cioè il 19% di tutti gli interventi dei Vigili. Perché? Cause elettriche, problemi per camini o canne fumarie, mozziconi di sigaretta o fiammiferi.

Alberto Zanni, presidente nazionale Confabitare, sottolinea un ritardo normativo tutto italiano: “La protezione dal fuoco deve essere fattore integrante di progettazione e riqualificazione degli edifici. Tuttavia, ancora, per le facciate di edifici di altezza superiore ai 18 metri si scelgono materiali combustibili. Anche la nuova Regola Tecnica Verticale lascia ancora aperta questa tematica”.

Anche il panorama assicurativo legato al rischio d’incendio mostra purtroppo alcune lacune”, sottolinea Ovidio Marzaioli, vicesegretario generale del Movimento Consumatori, che aggiunge: “Non sono presi in considerazione i materiali utilizzati nella costruzione o ristrutturazione degli edifici, lasciando ampio margine di scelta a costruttori e progettisti. Sarebbe utile una riflessione sull’introduzione di premi assicurativi diversificati sulla base dei materiali utilizzati per gli interventi in facciata”.

Secondo Aipai, l’associazione dei periti assicurativi, ogni anno si verificano 35mila incendi nelle abitazioni private.

Il tema più delicato rimane infatti il rischio di combustione. Paolo Migliavacca, business unit director Rockwool Italia aggiunge: “Il progresso tecnico ha reso disponibili materiali plastici per l’isolamento derivanti dal petrolio che sono combustibili, giocando quindi un ruolo fondamentale nella propagazione del fuoco in caso di incendio. L’uso di materiali inorganici sicuri e sostenibili che non partecipano in maniera attiva alla propagazione dell’incendio, garantisce il più elevato grado di sicurezza antincendio e ottime performance termiche”.

L’assicurazione globale fabbricati è una polizza stipulata a protezione del valore dei condomini e protegge dal rischio di subire un ingente danno patrimoniale a seguito di un incendio a una qualsiasi parte del condominio. Il premio assicurativo è però determinato dal valore di ricostruzione a nuovo, e non tiene conto dei materiali utilizzati per la riqualificazione.

In questo scenario anche Anapa ha evidenziato come le ristrutturazioni agevolate dal Superbonus del 110% siano un’occasione per controllare e aggiornare le coperture assicurative a protezione degli immobili.

Le regole attuali prevedono che progettisti e costruttori debbano certificare i requisiti di sicurezza di un immobile attraverso la Certificazione antincendio per gli edifici (CPI). Si tratta, concludono le tre associazioni, di un attestato che riconosce a un edificio la conformità alla vigente normativa antincendio. Tuttavia, il CPI non è obbligatorio per tutti gli edifici, ma solo per condomini dotati di impianti di riscaldamento centralizzato alimentati a combustibile, con potenza superiore a 116 kW; autorimesse pubbliche o private la cui area supera i 300 mq; fabbricati a uso abitativo di altezza superiore ai 24 metri.

Leggi anche Superbonus e riqualificazione energetica degli edifici

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