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Allianz fa i conti sulle principali cause degli indennizzi assicurativi per le aziende

Global Claims Review 2022: Allianz Global Corporate & Specialty ha analizzato più di 530mila indennizzi assicurativi dal 2017 al 2021 per un valore di 88,7 miliardi di euro

Il valore degli indennizzi è aumentato e l’inflazione metterà ulteriormente a dura prova i costi

Ogni giorno le aziende di tutto il mondo e i loro assicuratori subiscono perdite, sotto molteplici forme, per milioni di dollari. Secondo il Global Claims Review 2022 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), negli ultimi cinque anni incendi ed esplosioni, catastrofi naturali e le errate lavorazioni/manutenzione sono state le principali cause di sinistro per valore degli indennizzi assicurativi.

“Negli ultimi cinque anni le richieste di indennizzo da parte delle aziende sono diventate più costose a causa di fattori quali l’aumento del valore delle proprietà e dei beni, la maggiore complessità delle supply chain e la crescente concentrazione delle esposizioni in un unico luogo, ad esempio in aree a rischio di catastrofi naturali”, afferma Thomas Sepp, chief claims officer e membro del consiglio di amministrazione di AGCS. “Il prossimo futuro non sembra essere migliore. Sebbene le aziende e i loro assicuratori abbiano dimostrato di saper resistere all’impatto della pandemia, la guerra in corso in Ucraina, l’aumento del costo e della frequenza dei danni da interruzione dell’attività e l’elevato livello di sinistri cyber stanno creando nuove sfide. Le due principali cause di sinistro, gli incendi e gli eventi naturali, rimangono fattori di perdita significativi per le compagnie. Inoltre, l’impatto dell’aumento dell’inflazione in tutto il mondo si farà sentire in molti rami del settore assicurativo e porterà ulteriore pressione sui costi dei sinistri”.

L’inflazione esercita una pressione sui costi degli indennizzi da più punti di vista. In particolare, quelli relativi alle coperture property e construction sono soggetti a un’inflazione più elevata poiché le ricostruzioni e le riparazioni sono legate al costo dei materiali e della manodopera, mentre le carenze dei materiali e i tempi di consegna più lunghi fanno lievitare i costi dell’interruzione dell’attività (BI). Anche altri rami assicurativi, come quello della RC amministratori e dirigenti, della responsabilità civile professionale e della responsabilità civile generale, sono soggetti a pressioni inflazionistiche a causa dell’aumento dei costi di difesa legale e dei risarcimenti in generale.

L’analisi di AGCS (su oltre 530.000 sinistri in più di 200 Paesi e territori nel periodo tra il 2017 e il 2021) mostra che quasi il 75% delle perdite finanziarie deriva dalle prime 10 cause di sinistro, con le prime tre cause rappresentano quasi la metà (45%) del valore totale.

Nonostante i miglioramenti nella gestione del rischio e nella prevenzione degli incendi, gli incendi/esplosioni (esclusi gli incendi boschivi/wildfire) sono la principale causa identificata, e rappresentano il 21% del valore di tutti i sinistri. Secondo l’analisi, gli incendi hanno provocato richieste di indennizzo per oltre 18 miliardi di euro in cinque anni con un indennizzo medio intorno a circa 1,5 milioni.

Le catastrofi naturali (15%) sono la seconda causa di sinistro a livello globale per valore degli indennizzi.

Nel complesso, le prime cinque cause (basate su oltre 20.000 indennizzi in tutto il mondo): uragani/tornado (29%); tempeste (19%); inondazioni (14%); gelo/ghiaccio/neve (9%) e terremoto/tsunami (6%) rappresentano il 77% del valore di tutti gli indennizzi per catastrofi naturali. Gli uragani e i tornado sono le cause di sinistro più costose, dovuto al fatto che due stagioni di uragani nell’Atlantico nel periodo 2017-2021 si classificano tra le tre stagioni più attive e costose mai registrate, così come la recente attività di tornado da record. Gli assicuratori stanno anche assistendo a scenari nuovi.

Nel corso del 2021, il “Texas Big Freeze” negli Stati Uniti e le inondazioni in Germania si sono distinti come eventi sì di grandi dimensioni ma con richieste di risarcimento inaspettate. Ad esempio, il gelo del “Texas Big Freeze” di febbraio ha causato enormi disagi alle infrastrutture e alla produzione e molte aziende sono state costrette a chiudere a causa di blackout, con perdite per interruzione di attività relative (CBI). Si stima che solo questo evento abbia causato perdite economiche fino a 150 miliardi di $.

Gli incidenti dovuti a difetti di lavorazione/manutenzione sono la terza causa di sinistro in assoluto (9% del valore) e sono anche la seconda causa più frequene di indennizzo (7% in termini di numero, solo dopo i danni alle merci con l’11%). Gli incidenti costosi includono costruzioni/strutture/cedimenti per lavori difettosi, fabbricazione difettosa di prodotti/componenti o progettazione errata.

Le altre 10 principali cause di indennizzo sono: collisione/incidente aereo (n°4; 9%), guasti ai macchinari (n°5; 5%), difetto del prodotto (n°6; 5%), incidenti di navigazione (n°7; 3%), danni alle merci (n°8; 3%), negligenza/errata consulenza (n°9; 2%) e allagamenti (n°10; 2%). In Italia le tre principali cause di perdita sono incendi/esplosioni (50%), difetto del prodotto (9%) e errate lavorazioni/manutenzione (8%).

Leggi anche AGCS scommette sulle soluzioni multinational e crea una nuova struttura

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