La catena di pizzerie ha perso £200 milioni a causa della pandemia
Axa e Liberty Mutual negano l’attivazione delle polizze sostenendo che la chiusura dei punti vendita non è stata la conseguenza di un’emergenza

Pizza Express ha citato in giudizio i suoi assicuratori Axa e Liberty Mutual presso l’Alta Corte inglese accusati di non aver attivato l’assicurazione contro l’interruzione dell’attività (business interruption). La catena di pizzerie – ha scritto The Times – si è vista rispondere dalle compagnie che le perdite di circa 200 milioni di sterline subite a causa della pandemia non potevano essere risarcite perché quell’evento non poteva essere considerato un’emergenza.
Pizza Express ha dovuto chiudere molti punti vendita dopo aver scoperto più di 540 casi di coronavirus nei suoi locali. Ma gli assicuratori hanno sostenuto che mentre la pandemia nel suo complesso era un’emergenza, i singoli casi di virus non lo erano. Secondo la difesa, un’emergenza è un “evento grave, spesso pericoloso e inaspettato che è identificabile, è noto in quel momento e richiede un’azione immediata” e i singoli casi non rientrano in questa descrizione. Gli assicuratori sostengono inoltre di non dover pagare la polizza perché Pizza Express non ha costruito barriere fisiche per impedire ai clienti di entrare nei suoi ristoranti.
Pizza Express ha calcolato che una sezione della sua polizza assicurativa dovrebbe garantire un risarcimento di 82,1 milioni di sterline e un’altra sezione dovrebbe pagare 178,1 milioni di sterline. La somma totale dovrà comunque essere determinata successivamente visto che le tipologie dei danni in alcuni casi si sovrappongono.
Nel 2021, il regolatore della City ha vinto una causa contro gli assicuratori imponendo alle compagnie di risarcire una maggior numero di danni per business interruption causati dal coronavirus. Nonostante questo alcune aziende sono state costrette a citare in giudizio i loro assicuratori per il mancato pagamento delle polizze.
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