La procedura della durata di un anno, e rinnovabile per un secondo anno, comporterebbe la proroga del blocco dei riscatti delle polizze

Giornate frenetiche per tentare di sbloccare la situazione in casa Eurovita prima di venerdì 31 marzo, quando il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dovrà firmare, su proposta di Ivass, l’ingresso della compagnia assicurativa al regime di amministrazione straordinaria. Difficile pensare a un salvataggio dell’ultimo minuto visto che in questi due mesi, dopo la fiche da 100 milioni versati dalla controllante Cinven, poco si è mosso per mettere in sicurezza la compagnia. Sul piatto mancano ancora circa 300 milioni di euro.
Si viaggia quindi spediti verso una prosecuzione della partita con Alessandro Santoliquido, nominato dall’Ivass commissario per la gestione provvisoria della compagnia a fine gennaio, a ricoprire il nuovo incarico di commissario straordinario. Da quel momento decadranno il cda e il collegio sindacale della compagnia e il manager potrà contare sul supporto di un comitato di garanzia. Non mancherà il sostegno di Ania, Ivass e del ministero dell’Economia, visto che l’operazione salvataggio è fondamentale per la tenuta dell’intero sistema finanziario e non rischiare di perdere la perdita di fiducia dei risparmiatori che avrebbe conseguenze devastanti.
Per i circa 353mila clienti di Eurovita che hanno in portafoglio polizze vita della compagnia si prospetta l’estensione del blocco dei riscatti delle polizze. Un congelamento della situazione messa in atto dall’Ivass a partire dal 6 febbraio 2023 per bloccare i riscatti massivi che avrebbero generato minusvalenze e perdite per tutti i risparmiatori Eurovita.
Restano le preoccupazioni dei risparmiatori che si scontrano con una situazione di carenza di informazioni. Per questo motivo, l’associazione Confconsumatori ha chiesto all’Ivass e ad Alessandro Santoliquido di convocare un incontro con tutte le associazioni dei consumatori rappresentate nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) per fornire le informazioni essenziali sulla vicenda.
Secondo Marco Festelli, presidente di Confconsumatori: “Le risposte che chiediamo sono quantomeno quelle inerenti tre aspetti essenziali: 1) trasparenza sulla effettiva situazione patrimoniale della compagnia; 2) se esiste un piano di salvataggio, quali tempi prevede e che tipo di sacrifici si intende richiedere ai clienti; 3) quali sono le disponibilità degli intermediari distributori, che nella vicenda hanno responsabilità contrattuali verso i sottoscrittori di polizze. L’unico modo serio per evitare il panico è dare chiarezza ai risparmiatori coinvolti; dopo due mesi di blocco dei riscatti non è più il tempo di generiche rassicurazioni. La chiarezza sui mercati si realizza anche coinvolgendo le associazioni che sono i soggetti istituzionalmente dedicati alla tutela dei risparmiatori e possono fare da cinghia di trasmissione rispetto a ciò che sta accadendo e non sono in conflitto di interessi, come naturalmente è per gli intermediari distributori”.
a cura di Vincenzo Giudice
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