Intermedia Channel intervista il presidente del Gruppo Agenti GAAG Lloyd Italico sull’Accordo Dati sottoscritto da Generali Italia con i propri Gruppi Aziendali Agenti, dopo la sentenza dell’Antitrust che ha bocciato il ricorso dello Sna
Sono passate un paio di settimane da quando l’Antitrust ha respinto il ricorso presentato dallo Sna sull’accordo dati sottoscritto da Generali Italia con i propri Gruppi Aziendali Agenti, in quanto “non contrasta con la disciplina sulla tutela della concorrenza” (legge 10 ottobre 1990, n. 287 e artt. 101 e 102 del Tfue). Un tempo che non è servito al Sindacato Nazionale Agenti a prendere atto della decisione, riporre l’ascia di guerra e passare oltre. Tutt’altro, la sentenza dell’Antitrust sembra essere vissuta come una interferenza periferica e, senza troppi filtri di cortesia, il sindacato guidato da Claudio Demozzi ha già preannunciato nuove iniziative.
Per cercare di capire cosa si nasconda dietro a questo muro contro muro, ci siamo rivolti ad Antonio Canu, presidente del Gruppo Agenti GAAG Lloyd Italico.
“Lo Sna continua a fare proclami sull’accordo dati sottoscritto da Generali e continua a prendere batoste. L’ultima stesura dell’accordo, la più evoluta e completa che hanno sottoscritto GAAG, GAAT e UNAT, ha beneficiato del lavoro di Vincenzo Cirasola, che ha aperto la strada, e di quello fatto successivamente da Anagina. Implementando ed ampliando gli accordi precedentemente sottoscritti, l’accordo da noi firmato rispetta pedissequamente il vademecum che lo stesso Sna e il Comitato dei gruppi aziendali in seno al sindacato stilarono a suo tempo sull’accordo dati. Nonostante questo, è paradossale la posizione dello Sna che di fronte all’inequivocabile sentenza dell’Antitrust, non vuole ammettere la sconfitta e anzi, dichiara che andrà avanti, anche se non si sa bene dove”.
Parlava prima di batoste, a cosa si riferisce?
“A certe nebulose stravaganze che hanno avuto inizio con l’espulsione a vita dallo Sna mia, e di Maria Grazia Musto, presidente di UNAT (Unione Nazionale Agenti Generali divisione Toro) e di Roberto Salvi, presidente del GAAT. Espulsione che a fronte del nostro ricorso si è trasformata, per me e per la Musto, in una sospensione di 10 mesi. Diciamo che se dovessimo fare un parallelismo con il diritto penale, la pena dell’ergastolo inizialmente comminataci dai probiviri è stata ridotta in 10 mesi di reclusione in appello e con sentenza definitiva. È chiaro che quando succede qualcosa di analogo, significa che il magistrato di primo grado ha sbagliato qualcosa.
Non contento, lo Sna ha presentato questo ricorso all’Antitrust, del tutto infondato. Non trovando ragioni concrete per attaccare l’accordo dati, ha basato il ricorso non tanto sui contenuti quanto sui termini, sostenendo la tesi che l’accordo inficia la libera concorrenza. La sentenza dell’Antitrust è inequivocabile, quasi involontariamente sbeffeggiante, e archivia tutto. A questo punto uno dovrebbe magari accettare di essersi sbagliato, a tutti gli esseri umani capita, e invece non è così, e a noi non resta che aspettare e vedere cosa succederà”.
Come si può spiegare questa presa di posizione?
“È veramente difficile trovare una motivazione razionale. Io mi ritengo un sindacalista vecchia maniera, ma proprio per questo sono consapevole che per giungere a un accordo tra le parti è indispensabile arrivare a una sintesi tra le diverse posizioni che sia la migliore e la più vantaggiosa possibile per i colleghi che si rappresentano. È chiaro che se fosse dipeso solo da me, l’accordo l’avrei scritto in altra maniera, ma il nostro è l’accordo dati più avanzato sul mercato e soprattutto contiene quei capisaldi che lo stesso Sna invoca. Abbiamo ottenuto che la titolarità autonoma venga riconosciuta come precondizione della contitolarità, com’è giusto che sia. Inoltre, c’è scritto chiaramente fin dal glossario dell’accordo cos’è e chi è il titolare autonomo, che in questo caso sono due, disgiuntamente, l’agente e la compagnia, che determinano insieme le finalità e i mezzi del trattamento dei dati dei clienti e ne diventano contitolari. Addirittura, nell’accordo e nei suoi allegati tecnici e operativi si parla del ritorno dati sul gestionale di agenzia. Per me è inspiegabile questo accanimento che va oltre i contenuti specifici dell’accordo, e che ha le sembianze di un’ossessione patologica indirizzata verso il “nemico” storico che, guarda caso, è agente Generali. Ma sono convinto che certi eccessi fanno male all’intera categoria, soprattutto in un periodo di grandi difficoltà e cambiamenti. Insomma, questo atteggiamento riflette il momento molto complicato della rappresentanza sindacale Sna”.
Scontata la pena, avrebbe quindi potuto partecipare al Comitato Gruppi Agenti accreditati Sna che si è riunito pochi giorni fa, con un Ordine del giorno che tra i temi in discussione aveva anche un punto dedicato alle modalità distributive di Generali Italia e al relativo Accordo Dati.
“Certo, avrei potuto riscrivermi e rientrare, ma parafrasando il Fabrizio De Andrè di “Nella mia ora di libertà”: ‘di respirare la stessa aria di un Demozzi non mi va, per cui rinuncio alla mia libertà’”.
Cambiando discorso, come procede l’integrazione tra Gaag e Unat?
“Siamo ormai entrati nella fase finale del percorso. Tutti gli organismi hanno deliberato il nuovo Statuto, i tempi congressuali in cui i due gruppi si scioglieranno e contestualmente daranno vita, nella stessa sede, al nuovo soggetto unificato. In quel momento inizierà un periodo transitorio dove ci sarà una coreggenza. Sostanzialmente, durante il periodo di transizione gli organi dirigenti saranno la somma di quelli attualmente in carica, (come deliberato dai rispettivi congressi).
Tutto è già predisposto per la nascita, a maggio 2024, del nuovo soggetto unificato. Il periodo di transizione servirà, come fanno tutti, per cementare meglio i due soggetti e arrivare al primo congresso unitario in modo che tutti si riconoscano in un’unica casacca. E proprio per questo motivo, abbiamo in programma un fitto calendario di attività sul territorio per creare la necessaria coesione fra i due gruppi”.
a cura di Vincenzo Giudice
Foto in copertina: Antonio Canu, presidente del Gruppo Agenti GAAG Lloyd Italico
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