La campagna coordinata da Insure Our Future sta vedendo decine di eventi organizzati in città di 27 paesi, tra cui Londra, New York, Tokyo e Zurigo
Gli attivisti del clima prendono di mira gli assicuratori della City e di altre capitali finanziarie in una settimana di azione globale contro il riscaldamento climatico e contro il sostegno che l’industra assicurativa continua a dare alle imprese brown.
La campagna coordinata da Insure Our Future sta vedendo decine di eventi organizzati in città di 27 paesi, tra cui Londra, New York, Tokyo e Zurigo. Le proteste più colorate sono avvenute nella city dove i manifestanti si sono riuniti fuori e negli atri degli uffici di cinque compagnie di assicurazione a Londra: Tokio Marine, Probitas 1492, Talbot, Zurich e Travelers. Avevano cartelli con la scritta: “Non assicurare i combustibili fossili, assicurate il nostro futuro” e “nessuna copertura per il caos climatico”.
Liz Pendleton, attivista di Extinction Rebellion, ha dichiarato: “Siamo qui per interagire in modo costruttivo con i capi delle assicurazioni sulla loro decisione di assicurare i criminali dei combustibili fossili che danneggiano il clima”. Ha aggiunto che il settore assicurativo ha l’opportunità di fermare i progetti “bomba al carbonio” come l’oleodotto dell’Africa orientale e la miniera di carbone della Cumbria occidentale.
Anche i quaccheri della Gran Bretagna si sono mobilitati con una veglia interreligiosa fuori dalla sede dei Lloyd’s. E in particolare evidenza è anche Mothers Rise Up, un gruppo di madri che fanno campagna per il clima. Hanno messo in scena uno spettacolo di strada orchestrale. Più di 30 ballerini si sono esibiti sulla New World Symphony di Antonin Dvorak, accompagnati da trampolieri vestiti da trivellazioni petrolifere e da un bambino seduto all’interno di un pianeta Terra in espansione.
Una novità nella manifestazioni sul clima è che si sono svolte anche in Nigeria e, anche in questo caso, hanno preso di mira gli assicuratori. “La devastazione ambientale causata dalle industrie di combustibili fossili nella regione del Delta del Niger in Nigeria, dove gli indigeni non possono più coltivare i loro terreni agricoli – ha sottolineato il coordinatore nazionale degli ambientalisti Kingsley Odogwu – è una ragione sufficiente per queste compagnie di assicurazione in Nigeria per smettere di assicurare nuovi progetti di combustibili fossili nel paese e sostenere una giusta transizione verso le energie rinnovabili”
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