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Catastrofi naturali: il costo per gli assicuratori potrebbe raddoppiare in dieci anni

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Il costo delle catastrofi naturali a carico delle assicurazioni potrebbe raddoppiare in dieci anni. È la fosca previsione avanzata dal presidente di Swiss Re Jacques de Vaucleroy in un’intervista a Le Figaro. “L’anno scorso – ha spiegato de Vaucleroy – i disastri naturali sono costati 280 miliardi di dollari; di questi, poco più di 100 miliardi sono stati pagati da assicuratori e riassicuratori. Da quattro anni i costi per il settore assicurativo in senso lato hanno superato i 100 miliardi e, secondo le nostre previsioni, potrebbero raddoppiare nuovamente nei prossimi dieci anni. Il divario tra l’importo del danno e quello del risarcimento – ha proseguito – dimostra che, in molti paesi, e non solo in quelli emergenti, molte persone non sono ancora coperte. Esiste ancora un modo per agire e aumentare la copertura assicurativa di questi rischi”. Peraltro un numero crescente di rischi sono considerati inassicurabili dalle compagnie. “L’assicurazione non sarà l’unica risposta al riscaldamento globale. Bisogna fare anche prevenzione. Dovremo rivedere gli standard costruttivi, l’urbanistica e modificare le nostre abitudini di vita. Ma l’uomo ha dimostrato di essere capace di adattarsi. Dovremmo stabilire un sistema pubblico-privato” sull’esempio dei partenariati già realizzati in molti paesi.

Gli assicuratori – rimarcato de Vaucleroy – rischiano anche di sopportare le conseguenze della deglobalizzazione. Negli ultimi anni – ha spiegato- il 70% del costo totale dei risarcimenti è stato sostenuto da assicuratori e riassicuratori internazionale e il 30% da attori nazionali. I rischi maggiori in particolare, sono coperti da assicuratori e riassicuratori diversificati, presenti da 30 a 40 paesi. La distribuzione nella copertura dei rischi è per definizione internazionale. Se si afferma il principio che i rischi Usa sono coperti dalle compagnie statunitensi e quelli europei dalle imprese del continente questo “limiterebbe la condivisione dei rischi” , che è il principio fondamentale delle assicurazioni. “Ciò andrebbe a scapito di tutti, perché porterebbe ad un aumento dei premi. Non siamo ancora arrivati ​​a questo punto – ha sottolineato ancora – ma non dovremmo assolutamente intraprendere questa strada”.

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