La posizione dell’Eurotower rischia di ostacolare il consolidamento del settore finanziario europeo, rendendo più onerose le operazioni di M&A
La Banca Centrale Europea si oppone alla richiesta di BNP Paribas di applicare il “Danish Compromise” all’acquisizione di AXA Investment Managers, la società di gestione patrimoniale del gruppo assicurativo AXA. Lo riferisce Reuters da fonti vicine al dossier, sottolineando come questa decisione possa rappresentare un freno alle operazioni di consolidamento nel panorama bancario europeo.
BNP Paribas aveva chiesto alla BCE di poter usufruire del trattamento patrimoniale favorevole previsto dal “compromesso danese”, un meccanismo regolamentare che consente alle banche di non dedurre interamente dal proprio capitale le partecipazioni nelle attività assicurative, bensì di applicare una ponderazione per il rischio. Ciò si traduce, in pratica, in un minore impatto sulle riserve patrimoniali richieste.
Tuttavia, Claudia Buch, presidente del Consiglio di Vigilanza della BCE, ha ribadito in un’intervista pubblicata sul sito dell’istituto che “l’interpretazione della BCE è che il Danish Compromise sia destinato esclusivamente al settore assicurativo, e non applicabile, ad esempio, a partecipazioni in società di asset management”. Buch ha inoltre precisato che la BCE non è responsabile della definizione delle regole, compito che spetta ai legislatori europei e all’Autorità bancaria europea (EBA).
La posizione dell’Eurotower riflette una linea prudenziale volta a garantire parità di trattamento tra gli istituti, come già avvenuto nel caso analogo dell’Opa lanciata da Banco BPM su Anima Holding, anch’essa osteggiata dalla vigilanza di Francoforte. Nonostante il parere negativo, BPM ha confermato l’intenzione di proseguire nell’operazione. L’accordo tra BNP Paribas e AXA era stato annunciato nel 2024, ma non è ancora stato finalizzato. La BCE ha più volte dichiarato che l’applicazione del Danish Compromise viene valutata caso per caso, ma la linea adottata nei casi recenti sembra indicare una chiusura sempre più netta all’estensione della misura al di fuori del settore assicurativo.
Secondo fonti di mercato, un parere favorevole della BCE sul Danish Compromise avrebbe potuto incentivare nuove operazioni di fusione e acquisizione tra banche e società di gestione patrimoniale. La posizione attuale, invece, potrebbe rendere le M&A meno attrattive sul piano patrimoniale, frenando così un settore già sotto pressione per via della necessità di scalare ed efficientarsi in un contesto regolamentare e competitivo sempre più complesso. Né BNP Paribas né AXA né la BCE hanno rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.
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