AXA presenta i dati globali sulla salute mentale. In Italia migliorano gli indici, ma lo stress da lavoro resta un’emergenza

AXA ha pubblicato la quinta edizione del Mind Health Report, la ricerca condotta insieme a IPSOS che analizza lo stato della salute mentale in 16 Paesi, tra cui l’Italia, su un campione di 17.000 adulti tra i 18 e i 75 anni. L’obiettivo è monitorare nel tempo i trend legati alla mind health, promuovendo una visione olistica della salute che comprenda anche il benessere psicologico e culturale.
Nel 2025 si registra un leggero miglioramento nella percezione del benessere mentale: in Italia, il 27% degli intervistati dichiara disturbi legati alla salute mentale, in calo di un punto rispetto al 2023. A livello globale, la percentuale rimane stabile al 32%.
Il Mind Health Index, che classifica la popolazione in quattro profili (Flourishing, Getting by, Languishing, Struggling), mostra una lieve riduzione del numero di persone in grave difficoltà. In Italia, la categoria Struggling è scesa al 14%, ma quasi il 50% degli italiani vive ancora una condizione di medio-forte disagio mentale.
Ansia, depressione e stress: un impatto crescente
Il 70% degli italiani segnala molteplici fattori che impattano negativamente sulla salute mentale, in particolare incertezza economica e instabilità del futuro. Lo stress è il disturbo più diffuso: ne soffre quasi il 70% della popolazione. Il 28% dichiara forme gravi o molto gravi di ansia, depressione o stress, superando la media globale del 25%. Il 56% degli italiani si informa principalmente tramite professionisti della salute. Meno frequente il ricorso a familiari e amici (29%) o ai programmi aziendali di supporto (solo 6%, contro il 14% globale). Le ricerche online rappresentano una risorsa chiave, soprattutto per i più giovani (49%). Aumenta leggermente l’accesso a supporto specializzato: il 42% si rivolge a professionisti (+2 punti rispetto al 2023), mentre il 40% preferisce un approccio autonomo. A livello globale come in Italia, l’attività fisica è il primo strumento di gestione autonoma, seguita dagli hobbies e dalle pause lavorative.
Salute mentale e lavoro: un legame sempre più critico
Nel contesto lavorativo, i fattori che impattano maggiormente sulla salute mentale sono: livello salariale, equilibrio vita-lavoro e carico di lavoro. In Italia, il 76% dei lavoratori riferisce che lo stress lavorativo ha influito sulla vita quotidiana. Il 54% attribuisce al proprio livello di stress un punteggio pari a 5,5 su 10, con un impatto maggiore tra i 25 e i 34 anni. Solo l’11% cercherebbe supporto professionale, ma il 72% intende adottare strategie per migliorare la propria gestione dello stress, come l’attività fisica o il miglioramento delle competenze organizzative. Tuttavia, solo il 35% dei lavoratori italiani ritiene che la propria azienda abbia politiche concrete a supporto del benessere mentale.
Il report evidenzia con forza l’importanza del contributo delle aziende nel promuovere ambienti di lavoro mentalmente sani. Il 41% dei lavoratori italiani desidererebbe più policies aziendali dedicate al wellbeing mentale. Per gli assicuratori, queste informazioni rappresentano una leva strategica per sviluppare servizi innovativi di welfare aziendale e piani di protezione del benessere psicologico.




