Firmato il primo protocollo territoriale a Torino con Reale Foundation e UNHCR, per offrire opportunità sicure e dignitose ai rifugiati e nuove competenze alle imprese

A Torino è stato sottoscritto il primo protocollo territoriale per i Corridoi Lavorativi per i Rifugiati, un’iniziativa che coinvolge la Città di Torino, la Regione Piemonte, la Prefettura di Torino, l’Unione Industriali, l’UNHCR, l’Arcidiocesi di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Reale Foundation, tra gli altri partner locali e internazionali.
Questo protocollo rappresenta un passo concreto dopo l’accordo nazionale di giugno, con l’obiettivo di favorire l’ingresso regolare e sicuro in Italia di rifugiati qualificati, attraverso canali di mobilità lavorativa sostenuti da imprese, istituzioni e società civile, consolidando Torino e il Piemonte come territori pionieri nell’integrazione lavorativa.
Ad oggi, sono sessanta i rifugiati selezionati in Paesi terzi – Colombia, Egitto, Uganda e Giordania – destinati a settori chiave come quello aeroportuale, della cantieristica navale, dell’informatica e orafo, e il protocollo apre la strada ad altre realtà imprenditoriali piemontesi per accogliere competenze di valore, sostenendo un modello di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore.
“Questo protocollo territoriale rappresenta molto più di un accordo: è la dimostrazione concreta che l’integrazione lavorativa può generare valore condiviso. Non solo per chi ne è direttamente beneficiario, ma per tutte le realtà coinvolte, che si arricchiscono grazie al confronto con visioni e culture diverse. Un risultato come questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione tra pubblico e privato, tra attori locali, nazionali e internazionali. Siamo orgogliosi di camminare al fianco della Città di Torino, dell’Unione Industriali di Torino e dell’UNHCR, in un progetto che incarna i valori di inclusione, dignità e futuro, e che riflette pienamente il nostro impegno per lo sviluppo del benessere delle persone e delle comunità”, ha dichiarato Virginia Antonini, General Manager di Reale Foundation. La firma conferma il ruolo di Torino come laboratorio di innovazione sociale e di integrazione lavorativa, e permette di dare continuità a percorsi che dal 2015 hanno portato in Italia oltre diecimila rifugiati attraverso vie legali, sicure e dignitose.
“I Corridoi Lavorativi rappresentano un modello concreto di integrazione, capace di unire solidarietà e competitività, offrendo alle persone rifugiate opportunità sicure e dignitose e alle imprese del territorio professionalità qualificate e motivate, in un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile”, ha sottolineato la vicesindaca Michela Favaro.
L’iniziativa è supportata dalla legge 50/2023, che consente alle imprese di selezionare rifugiati all’estero e facilitarne l’ingresso in Italia tramite visto per lavoro, offrendo un modello replicabile per affrontare sia le sfide dell’integrazione sia il fabbisogno occupazionale in settori strategici. Gli altri firmatari, tra cui UNHCR, Pathways International e la Diaconia Valdese, sottolineano come questa collaborazione tra istituzioni locali, settore privato e organizzazioni internazionali rappresenti una strategia efficace per creare comunità inclusive e generare opportunità reali di lavoro dignitoso. “Con questo protocollo, Torino diventa un modello di innovazione sociale in Europa, dimostrando che le vie legali di ingresso e l’integrazione dei rifugiati attraverso il lavoro non sono solo possibili, ma rappresentano una strategia vincente per lo sviluppo economico e umano del territorio”, ha dichiarato Daniele Albanese, Responsabile programmi Europei di TBB.




