Tokio Marine Kiln trasforma la polizza cyber in uno strumento proattivo per la resilienza digitale

La cyber insurance non è più un tema relegato agli uffici tecnici, ma è ormai entrato nelle strategie del consiglio di amministrazione. Tokio Marine Kiln (TMK) ha introdotto un approccio proattivo che parte dal monitoraggio quotidiano delle reti dei clienti fino agli alert in tempo reale sulle vulnerabilità.
Laila Khudairi, responsabile cyber di TMK, ha raccontato a Insurance Business che quando è entrata nel team cyber nel 2011 “c’erano solo pochi assicuratori che offrivano copertura cyber. Gran parte del mio lavoro consisteva nel formare i broker, spiegando loro il prodotto”. Oggi la polizza, nata come strumento di indennizzo, è diventata un elemento strategico per la gestione del rischio aziendale. “L’evoluzione ha reso la risposta agli incidenti importante quanto l’indennizzo,” spiega Khudairi. “Il vero valore ora è nella partnership tra assicuratore e cliente, per gestire e ridurre i rischi.” Questa filosofia si riflette nella suite Cyber Ctrl, che offre scansioni giornaliere delle reti e aggiornamenti costanti del tool interno, con tre-cinque modifiche settimanali per rispondere a nuovi rischi o casi reali. TMK seleziona inoltre fornitori affidabili per i clienti, evitando promesse non mantenute e garantendo servizi efficaci.
Le minacce informatiche crescono, soprattutto lungo le supply chain e con l’avvento dell’AI. “Non si ha piena visibilità della sicurezza dei fornitori terzi,” avverte Khudairi. “Si può avere all’interno del proprio sistema un elemento vulnerabile di cui non si conosce l’esistenza.” A preoccupare i CISO sono anche attacchi di social engineering sempre più sofisticati: “Con madrelingua inglesi e strumenti AI, i messaggi sono estremamente credibili,” sottolinea Khudairi. L’impersonation resa più realistica dall’AI aumenta la probabilità di successo degli attacchi, ma la tecnologia è anche un alleato: “L’Endpoint Detection and Response è molto utilizzata e supportata, e migliorerà con l’AI.”
L’evoluzione del settore passa dal ruolo reattivo a quello preventivo: ogni sinistro alimenta il tool interno per prevenire nuove perdite. “Ridurre l’esposizione dei clienti, non solo coprirla, è centrale nel nostro approccio,” conclude Khudairi. “Gli esseri umani sono spesso l’anello debole… la combinazione tra AI e hacker madrelingua rappresenta una preoccupazione reale. Priorità devono essere partnership e collaborazione“.




