Un’operazione da 538 milioni per rafforzare il business auto e diretto in Italia

AXA ha finalizzato l’acquisizione del 51 % del capitale sociale di Prima Assicurazioni per circa 538 milioni di euro (valore pari a 0,5 mld secondo il comunicato ufficiale). L’operazione conferma l’accordo siglato lo scorso 1° agosto 2025, e include opzioni call/put per acquisire anche la quota residua del 49 % — in base agli utili futuri di Prima, da esercitarsi nel 2029 o 2030.
Con questa acquisizione, AXA scommette fortemente sul mercato italiano: Prima porta in dote una struttura agile e digital-oriented, con sede a Milano, un portafoglio di quasi 5 milioni di clienti e una consolidata esperienza nella definizione dei prezzi, nella gestione dei sinistri e nello sviluppo tecnologico. Secondo i dati 2024, Prima ha generato circa 1,2 miliardi di euro di premi lordi, con un combined ratio del 90 % e una quota di mercato stimata intorno al 10% nell’ Rc Auto retail in Italia.
Per AXA, l’operazione mira a quasi raddoppiare il proprio business auto nel nostro Paese e a rafforzare il canale di distribuzione diretta, con l’obiettivo di raggiungere segmenti di clientela più sensibili al prezzo e più orientati al digitale — clienti che oggi privilegiano piattaforme online e processi rapidi.
Dal punto di vista strategico, l’acquisizione di Prima non solo rafforza la posizione di AXA sul mercato italiano, ma arricchisce anche la sua capacità di distribuire soluzioni in modalità diretta su scala europea, sfruttando l’expertise digitale di Prima. Tuttavia, l’operazione non è priva di criticità. Dal comunicato ufficiale emerge che, includendo la riacquisizione dei premi attualmente gestiti da terze compagnie “carrier”, l’operazione comporterà un impatto stimato di -6 punti sul coefficiente di solvibilità (Solvency II) del gruppo AXA, una misura chiave della solidità finanziaria.
Questo dato ha subito generato dubbi fra analisti e osservatori, perché un calo del coefficiente di solvibilità può rappresentare un punto di attenzione per la stabilità del gruppo in contesti di mercato incerti. Alcuni commentatori ritengono che il valore offerto per l’acquisizione sia “«equo ma non irresistibile”, segnalando timori sui margini futuri del business auto diretto.
Inoltre, l’integrazione della rete distributiva — che finora in Italia per Prima si basava su un modello diretto online o con agenti non esclusivi e su canali digitali — con la rete tradizionale di AXA, potrebbe sollevare criticità organizzative e operative da non sottovalutare: un riorientamento di canali, potenziali sovrapposizioni, e il rischio di conflitti di competenza o di cannibalizzazione del business tra canale diretto e intermediato. Nonostante non siano stati resi pubblici dettagli su come verrà gestita la rete distributiva integrata, parliamo di rischi che dovranno essere attentamente monitorati nei prossimi mesi. Con questa operazione, Prima Assicurazioni potrà contare sulle risorse e sulla presenza internazionale di un gruppo globale come AXA per esprimere “ulteriormente il proprio potenziale”.




