Raccolti 340 milioni di dollari per finanziare infrastrutture resilienti in Asia, Africa e America Latina

Il gruppo francese AXA compie un passo decisivo nella finanza sostenibile annunciando, insieme all’Insurance Development Forum (IDF), la prima chiusura dell’Infrastructure Resilience Development Fund (IRDF), un fondo di debito dedicato a rafforzare la resilienza delle infrastrutture nei mercati emergenti. Il veicolo, gestito da Global Infrastructure Partners (GIP), società controllata da BlackRock, ha già raccolto 340 milioni di dollari e si basa sul piano strategico elaborato negli ultimi due anni da gruppi assicurativi come AXA, Convex, Generali, SCOR, Swiss Re e Zurich.
L’obiettivo è intervenire dove le protezioni contro le catastrofi naturali sono più deboli, sostenendo comunità esposte a rischi crescenti. Il fondo finanzierà progetti infrastrutturali di piccola e media dimensione in America Latina, Asia e Africa, con focus su acqua potabile e gestione idrica, trattamento dei rifiuti, energia, trasporti, strutture sanitarie e infrastrutture digitali. Come spiegano dal gruppo, “l’IRDF offre agli investitori un accesso a un portafoglio combinato di debito senior e mezzanine, con rendimenti competitivi e benefici sociali e ambientali misurabili”. La struttura del fondo è stata progettata per rispondere ai criteri specifici del settore assicurativo, permettendo di allocare capitale in asset resilienti che riducono l’esposizione a perdite legate alle catastrofi naturali e contribuiscono a un miglioramento concreto della mitigazione dei rischi a livello locale.
La prima chiusura include un impegno significativo dell’International Finance Corporation (IFC) e degli stessi membri dell’IDF che hanno contribuito allo sviluppo del progetto. Il fondo ha già approvato il primo investimento e presenta una pipeline di iniziative in valutazione. La raccolta proseguirà fino al 2026, con l’obiettivo di attirare ulteriori capitali da assicuratori e investitori istituzionali. Per i grandi player assicurativi l’IRDF rappresenta un’opportunità strategica: diversificare i portafogli, rafforzare il profilo ESG e contribuire in modo tangibile alla resilienza globale. Una scelta che, come sottolineano i promotori, permette di coniugare rendimento finanziario, gestione del rischio e impatto sociale, “collegando il capitale assicurativo a infrastrutture in grado di ridurre il divario di protezione nelle aree più vulnerabili”. Un modello che molti osservatori considerano destinato a diventare centrale nella finanza del clima e della resilienza.
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