Percorsi di finanza e risparmio arrivano negli istituti superiori, con strumenti digitali e docenti formati

L’educazione finanziaria entra nelle scuole italiane e prende piede velocemente: a un anno dalla Legge Capitali, oltre due terzi degli istituti superiori hanno introdotto percorsi dedicati, soprattutto nelle ore di educazione civica. A emergere dal “Primo rapporto sull’educazione finanziaria nelle scuole superiori” del Comitato Edufin è il predominio degli istituti tecnici, con l’86,5% di adesioni, seguiti dai licei (74,6%) e dagli istituti professionali (47,1%). I programmi riguardano principalmente le classi finali, pronte a prendere decisioni economiche autonome e a entrare nel mondo del lavoro o dell’università. Quasi l’80% dei dirigenti conosce le linee guida del Comitato, e oltre il 60% ha già individuato un referente per coordinare i percorsi.
All’evento di presentazione, sono intervenuti il presidente Paolo Savona, il direttore Edufin Donato Masciandaro, rappresentanti di Banca d’Italia, Consob, Covip e Ivass, con messaggi dai ministri Giorgetti e Valditara. Tra i temi principali affrontati, gestione del denaro, risparmio e concetti base di economia e assicurazioni, con una netta preferenza per strumenti digitali e piattaforme online. Oltre la metà dei docenti ritiene efficaci le iniziative di sensibilizzazione promosse dalle Autorità di controllo per sviluppare competenze finanziarie solide negli studenti.
Il Comitato Edufin coordina le attività sul territorio, coinvolgendo Ministeri, Autorità di vigilanza e il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli e preparati a scelte economiche autonome, dalla gestione del denaro agli investimenti.




