Il Cncu rifiuta i nuovi forfait per il risarcimento diretto, mentre il governo introduce regole flessibili per auto e moto d’epoca

I rappresentanti nominati dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu), Sonia Monteleone per Movimento Consumatori e Stefano Mannacio per Assoutenti, hanno deciso di non firmare la relazione sui nuovi forfait destinati a regolare il risarcimento diretto nei sinistri stradali. Una scelta che nasce da una valutazione attenta: «l’attuale sistema dei forfait, pur concepito per semplificare la gestione dei sinistri, nel tempo ha prodotto effetti contrari alle attese: valori economici lontani dai costi reali, minore trasparenza tra compagnie, difficoltà nei controlli e procedure sempre più pesanti per gli utenti», spiegano i rappresentanti.
Secondo Assoutenti e Movimento Consumatori, è arrivato il momento di tornare al principio che «chi rompe paga», evitando meccanismi che generano solo costi aggiuntivi senza benefici reali per gli automobilisti. Anche l’Ivass ha sottolineato la necessità di rivedere profondamente il sistema Card, evidenziando come il modello attuale favorisca comportamenti opportunistici, renda più difficile contrastare le frodi e complichi la gestione dei sinistri, soprattutto quelli “borderline”.
I contratti assicurativi risultano spesso poco chiari, le riparazioni possono non rispettare la regola d’arte e le procedure burocratiche prevalgono sulla qualità del servizio. Parallelamente, il governo ha introdotto un decreto legislativo che apre a novità importanti per veicoli storici e d’interesse collezionistico, quasi 310 mila tra auto e moto in Italia. Secondo il decreto, questi mezzi potranno fare a meno dell’Rc Auto tradizionale e stipulare polizze alternative, anche di durata inferiore all’anno per mezzi stagionali come i motoscafi. Restano però regole precise: la deroga non si applica se il veicolo è completo e potenzialmente funzionante, mentre rimane obbligatoria l’assicurazione per mezzi in stato di rottame o privi di componenti essenziali. La novità punta a riconoscere il minore rischio legato a questi mezzi, spesso custoditi in spazi museali o usati solo occasionalmente, e a rendere più flessibile l’approccio assicurativo senza compromettere la tutela di terzi.
Consumatori e istituzioni chiedono chiarezza: da un lato serve una riforma complessiva dei risarcimenti diretti per renderli più equi e trasparenti, dall’altro si introducono strumenti più flessibili per veicoli storici e speciali. Il rischio è che, senza interventi mirati, gli automobilisti restino intrappolati tra norme complicate e costi elevati, mentre il mercato cerca equilibrio tra innovazione e tutela reale.
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