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Assicurazioni, boom di fusioni e acquisizioni in Europa: l’Italia accelera

Nel mercato europeo delle assicurazioni il 2025 si è chiuso con numeri mai visti prima. Le operazioni di fusioni e acquisizioni (M&A) hanno raggiunto quota 789 transazioni, segnando un aumento del 14% rispetto alle 694 registrate nel 2024. A dirlo è l’ultimo European Insurance M&A Barometer pubblicato da FTI Consulting, che racconta un settore in forte movimento e, soprattutto, una geografia degli investimenti che sta cambiando rapidamente.

Se negli ultimi anni il mercato di riferimento per il consolidamento assicurativo europeo era quello britannico, ora il baricentro dell’attività si sta progressivamente spostando verso l’Europa continentale. Regno Unito e Irlanda restano ancora l’area con il numero più elevato di operazioni — 219 nel 2025 — ma il dato segna un calo del 23% su base annua, uno dei periodi più tranquilli degli ultimi cinque anni per questi mercati.

Nel frattempo, altre regioni del continente hanno guadagnato terreno. Germania, Austria e Svizzera, insieme ai mercati del Benelux, alla penisola iberica e all’Europa centrale e orientale, hanno registrato un’intensa attività di dealmaking. In questi mercati la competizione per piattaforme di qualità ha fatto salire le valutazioni fino a 18 volte l’EBITDA, segnale di un interesse crescente da parte degli investitori.

Tra i protagonisti di questa nuova fase c’è anche l’Italia. Il report segnala 68 operazioni nel 2025, un dato che rappresenta un balzo del 119% rispetto all’anno precedente. Un incremento che riflette la crescente attenzione verso il mercato assicurativo italiano, considerato sempre più strategico per chi vuole espandersi in Europa meridionale.

Secondo Jeremy Riley, senior advisor nella practice EMEA Insurance M&A della società di consulenza, il mercato britannico sta entrando in una fase diversa. “Il mercato delle fusioni e acquisizioni assicurative nel Regno Unito e in Irlanda è entrato in una nuova fase. I livelli di attività restano solidi, ma ci sono meno grandi operazioni capaci di attirare l’attenzione degli investitori”.
Negli ultimi anni i ricavi di molti operatori sono cresciuti grazie all’aumento delle tariffe assicurative, ma lo scenario sta cambiando. “Ora compagnie, MGA e distributori operano in condizioni di mercato più morbide, dove la performance dovrà arrivare da una crescita reale e dall’efficienza operativa”, osserva Riley.

A guidare la nuova mappa del consolidamento europeo è soprattutto l’area DACH — Germania, Austria e Svizzera — che nel 2025 ha registrato 143 operazioni, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Non solo: si stanno affermando anche mercati finora considerati secondari, come l’Italia e diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Parallelamente sta cambiando anche il modo in cui gli investitori affrontano le acquisizioni. I grandi operatori strategici e le piattaforme sostenute da fondi di private equity stanno progressivamente abbandonando le tradizionali strategie di roll-up e buy-and-build. Al loro posto emergono acquisizioni più mirate, orientate a broker specializzati e managing general agents (MGA) in grado di offrire vantaggi scalabili e una maggiore diversificazione sia geografica sia di prodotto.

Il report evidenzia inoltre come broker assicurativi e società di servizi continuino a dominare il mercato delle operazioni: nel 2025 hanno rappresentato oltre l’87% di tutte le transazioni europee, con 596 deal nel brokeraggio e 94 tra i provider di servizi.
Il private equity resta un attore decisivo, anche se la crescita è stata moderata: le operazioni dirette dei fondi sono passate da 61 nel 2024 a 69 nel 2025. Molto più significativa, invece, l’attività delle piattaforme già controllate da fondi, che hanno realizzato 402 acquisizioni, rafforzando la loro posizione di principali compratori nel mercato europeo.
Nel frattempo, anche gli acquirenti strategici non sostenuti dal private equity hanno aumentato la loro presenza, completando 318 operazioni, in netto aumento rispetto alle 257 dell’anno precedente. L’obiettivo è chiaro: aumentare la scala operativa, colmare lacune di prodotto e ampliare la presenza geografica.

Secondo Riley, il prossimo anno potrebbe aprire un capitolo ancora più dinamico. “Il settore della distribuzione assicurativa è ormai caratterizzato da una presenza senza precedenti del private equity. Molti di questi fondi si avvicinano però alla fine dei loro cicli di investimento, e questo porterà nel 2026 a una nuova ondata di uscite e riposizionamenti strategici”.
A questo si aggiunge un altro fattore destinato a incidere sul mercato: le esigenze di rifinanziamento di alcune piattaforme. “Ci troviamo in una fase in cui il rifinanziamento creerà opportunità selettive per nuovi acquirenti. Tutto indica un 2026 molto attivo, ma favorevole soprattutto agli investitori ben capitalizzati e con obiettivi strategici chiari”, conclude Riley. Nel frattempo il quadro europeo appare sempre più definito: meno concentrazione nel mercato britannico, più dinamismo nell’Europa continentale e un’Italia che, dopo anni di movimento più contenuto, entra con decisione nella nuova geografia delle operazioni assicurative.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2026/02/27/ma-globale-il-mercato-cresce-ancora-ma-lultimo-trimestre-accende-i-campanelli-dallarme-secondo-wtw/

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