L’Insurtech Investment Index del Politecnico di Milano sale a 19/30. Nelle startup 541,6 milioni (+1.300%), nei progetti interni 489 milioni. Per il 2026 previsti 250 milioni solo per l’AI

Il settore assicurativo italiano chiude il 2025 con oltre un miliardo di euro investiti nell’innovazione digitale. Un risultato importante, che nasconde però una dinamica precisa: a fare la differenza sono ancora e soprattutto i grandi player tradizionali. È quanto emerge dall’Insurtech Investment Index 2025, elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano per Italian Insurtech Association (IIA) e presentato il 26 marzo a Milano durante l’evento “AI & Insurtech – Dalla sperimentazione all’infrastruttura: governare l’AI nel settore assicurativo”. L’indice complessivo di digitalizzazione del mercato sale a 19/30, rispetto al 18/30 del 2024. Un miglioramento reale, ma ancora parziale.
Il dato più eclatante riguarda gli investimenti in startup Insurtech: 541,6 milioni di euro nel 2025, contro i 38 milioni dell’anno precedente. Un balzo di oltre il 1.300% che non si spiega con un aumento delle operazioni — scese da 11 a 9 — ma con la loro dimensione media, cresciuta in modo significativo. Il 55% delle compagnie analizzate ha effettuato almeno un investimento in startup (+17 punti percentuali sul 2024): più compagnie coinvolte, meno deal, importi molto più alti. Un approccio selettivo che caratterizza l’intero mercato.
Lo stesso schema si ripete sui progetti innovativi interni, dove le compagnie hanno investito 489 milioni di euro (375 milioni nel 2024). Il 91% del campione ha avviato almeno un progetto (+6 punti percentuali), ma le operazioni totali sono scese da 145 a 131. Il valore medio per progetto è salito da 2,8 a 3,7 milioni di euro: meno iniziative, più risorse per ciascuna. Anche qui, consolidamento prima di tutto.
Sul fronte delle partnership con realtà Insurtech esterne arriva invece l’unico segnale in controtendenza. Gli accordi calano a 35 (da 38 nel 2024), secondo anno consecutivo di flessione. Cresce però la quota di compagnie con almeno una partnership attiva — 50%, +12 punti percentuali — e la media per azienda passa da 2,9 a 7 accordi. Il mercato stringe i rapporti con meno soggetti, ma in modo più strutturato. La tendenza a internalizzare l’innovazione, piuttosto che co-svilupparla con l’ecosistema esterno, si conferma come tratto distintivo del 2025.
«I dati mostrano una positiva crescita degli investimenti, che tuttavia vengono trainati ancora da pochi grandi player tradizionali. Le partnership con startup sono in calo da due anni, mentre crescono i progetti sviluppati internamente. Le compagnie preferiscono internalizzare l’innovazione piuttosto che co-svilupparla con l’ecosistema», osserva Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.
Sul 2026 il punto di vista è quello di Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA e Yolo: «Usciamo dalla fase di pura sperimentazione per avviare una produzione su scala. Il 2026 segna una previsione di 250 milioni destinati all’Intelligenza Artificiale, pari a circa il 15% della spesa totale. Investire in AI significa investire in competenze, in architetture tecnologiche proprietarie e in una governance capace di governare sistemi sempre più complessi».
Per l’anno in corso, le compagnie prevedono un livello di investimenti in startup sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Dopo la forte accelerazione dei volumi, il mercato assicurativo digitale italiano punta a consolidare. La variabile AI è già quantificata: 250 milioni preventivati. La questione aperta — e più strutturale — riguarda la capacità del settore di distribuire la spinta innovativa oltre la ristretta cerchia di player che, oggi, la sostiene quasi da sola.




