Tra preoccupazioni per le valutazioni dei prestiti privati e il ruolo dei regolatori statali, il settore assicurativo affronta sfide crescenti

Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato l’intenzione di avviare confronti con i commissari assicurativi statali riguardo all’accumulo di prestiti privati nei portafogli delle compagnie. Il Wall Street Journal spiega che questi investimenti offrono rendimenti più elevati rispetto ai titoli tradizionali, ma hanno sollevato interrogativi sulla loro sicurezza e sulla solidità del sistema assicurativo.
La National Association of Insurance Commissioners (NAIC), organismo che coordina i regolatori statali e territoriali, aveva pubblicato nel 2024 uno studio rivelando come le valutazioni dei prestiti privati fossero sistematicamente sovrastimate. Tuttavia, il rapporto è stato rimosso dal sito con la motivazione di dover “chiarire i risultati”, e a quasi un anno di distanza non è ancora disponibile al pubblico.
Secondo quanto emerso dal report del Capital Markets Bureau della NAIC, l’uso crescente di prestiti privati da parte delle compagnie assicurative ha generato preoccupazioni tra investitori istituzionali e individuali, che temono per la salute finanziaria delle imprese che ricevono tali prestiti. L’attenzione di Washington si concentra anche sui fornitori di private letter ratings come Egan-Jones, oggetto di verifiche da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) sulla capacità di produrre valutazioni affidabili. La NAIC ha precisato che il report originale si basava su un campione limitato e rischiava di essere frainteso, avviando una revisione esterna sull’uso dei rating privati per valutare i rischi degli investimenti assicurativi.
Il credito privato, che può includere prestiti aziendali o pool di debiti al consumo, ha visto le compagnie vita destinare circa 1.000 miliardi di dollari su un totale di 6.000 miliardi di dollari di asset investiti. Di questi, circa 419 miliardi sono valutati con private letter ratings, strumenti che differiscono dai rating pubblici perché disponibili solo per emittenti e investitori, e che in alcuni casi hanno mostrato un grado di rischio inferiore rispetto a quanto stimato dai regolatori NAIC. Lo studio del 2024 evidenziava come su 109 rating esaminati nel 2023, 106 fossero più alti di quanto ritenuto appropriato dagli analisti NAIC, con differenze più marcate per i fornitori emergenti come Egan-Jones, KBRA e Morningstar.
I commissari statali hanno comunque confermato la loro capacità di adeguare i punteggi di rischio, come sottolineato da Doug Ommen, Insurance Commissioner dell’Iowa: “La regolazione non si ferma alla porta; utilizziamo sempre l’autorità necessaria per correggere i punteggi che riteniamo eccessivi”. Nonostante alcune compagnie abbiano cessato di utilizzare i rating di Egan-Jones, la discussione sul ruolo dei private letter ratings e sulla loro affidabilità resta centrale per il settore, con implicazioni dirette sulla gestione del rischio e sulla supervisione regolatoria.




