Il gruppo, entrato nell’orbita di J.C. Flowers & Co., punta su integrazione culturale e specializzazione consulenziale per costruire un network nazionale capillare

Quasi un anno. Sei acquisizioni. Un network che va da Torino a Napoli, passando per Roma, Trieste. I numeri di Consulbrokers, dall’ingresso nel capitale di J.C. Flowers & Co. raccontano una fase di trasformazione che ha lasciato un segno sulla mappa del brokeraggio assicurativo italiano. Parliamo di un settore storicamente abituato a muoversi con passo cauto, ma che si trova ora nel mezzo di un profondo processo di consolidamento, dove il perimetro di Consulbrokers si è allargato con metodo.
Al Sud sono entrate GB Intermediazioni Assicurative a Salerno, ProBroker in Puglia e IGB Insurance Gold Brokers a Napoli. Al Centro, Exe Insurance Broker ha rafforzato la presenza nella capitale. Al Nord, Etisicura a Torino, Intermedia I.B. nel Triveneto, hanno completato una mappa che oggi copre le principali piazze del paese.
Il tutto mentre il percorso di integrazione delle realtà già acquisite è ancora in corso, il che rende l’operazione tanto ambiziosa quanto, va detto, impegnativa da gestire.
Il brokeraggio assicurativo italiano attraversa una fase in cui la complessità normativa e la pressione tecnologica stanno ridisegnando le soglie di sopravvivenza per i player di piccole dimensioni. Come osserva Emanuele Corsico Piccolini, COO di Consulbrokers, «il crescente peso degli adempimenti regolatori e e la spinta agli investimenti in tecnologia stanno mettendo alla prova le singole realtà e creando l’esigenza di strutture più solide, in grado di offrire servizi più personalizzati e ad elevato valore aggiunto». Una lettura che indica come l’aggregazione, da scelta tattica, sia ormai considerata una risposta strutturale alle dinamiche del mercato.
La vera scommessa, però, non sta nell’acquisire. Sta nell’integrare. Corsico Piccolini è esplicito su questo punto: «Aggregare portafogli e numeri è relativamente semplice. Come verranno messe insieme persone, competenze, culture aziendali e radicamento territoriale è ciò che determinerà i vincitori di questa fase di trasformazione».
La filosofia del gruppo punta sulla ricerca di complementarità, su un’integrazione che preservi le identità acquisite invece di livellarle, in modo che ciascuna possa contribuire alla crescita collettiva. «Ogni operazione di M&A è prima di tutto un investimento nel capitale umano», aggiunge il COO.
A portare una prospettiva concreta è Maria Midena, già Amministratore Unico e Presidente di Intermedia Insurance Brokers, realtà triveneta specializzata nella Pubblica Amministrazione e nelle libere professioni, confluita in Consulbrokers nel giugno scorso.
Midena sostiene che «Il brokeraggio ha a lungo operato con una logica prevalentemente transazionale: trovare la copertura giusta al prezzo giusto. Oggi quella logica non è superata, ma non è più sufficiente. Il cliente è più complesso, i rischi anche, e il valore si sposta sempre più verso chi sa interpretarli non solo coprirli».
Non una rottura, spiega, ma un’evoluzione verso la capacità di interpretare il rischio e costruire soluzioni su misura, un approccio più consulenziale, in cui il valore si sposta dalla distribuzione alla lettura del rischio. Per farlo, però, servono risorse che un operatore indipendente di medie dimensioni fatica sempre più a mettere in campo da solo.
Da qui la scelta di entrare in un gruppo strutturato. Una distinzione non secondaria, secondo Midena: «Non abbiamo certo cercato una exit strategy, ma una continuità istituzionale che garantisca valore ai nostri stakeholder e alle future generazioni di imprenditori». Non dismissione, dunque, ma cambio di scala. Non fine di un percorso, ma tentativo di dargli un futuro.
Il caso Consulbrokers fotografa con precisione una traiettoria che riguarda l’intero settore: la partita si gioca sempre più sulla qualità dell’approccio al cliente. Chi riuscirà a tenere insieme crescita e profondità consulenziale avrà qualcosa da dire sul futuro del brokeraggio italiano. Le fondamenta ci sono. Il resto, come spesso accade, si vedrà sul campo.
a cura di Vincenzo Giudice
Foto in copertina: Emanuele Corsico Piccolini, COO di Consulbrokers




