Il presidente traccia il bilancio dell’anno e le proposte per il futuro: catastrofi naturali, previdenza integrativa, sanità e nuove tecnologie tra i temi al centro della relazione assembleare

Il presidente dell’ANIA, Giovanni Liverani, ha aperto la Relazione all’Assemblea annuale dell’Associazione con un ringraziamento al Presidente della Repubblica per il messaggio inviato, «un documento che ci ricorda l’alto valore costituzionale della tutela del risparmio, della coesione sociale e della protezione della persona». Rivolgendosi alle numerose autorità presenti in sala, Liverani ha sottolineato come la partecipazione di esponenti di vertice del Governo e di parlamentari di maggioranza e opposizione non fosse «un semplice omaggio formale alla nostra Associazione», ma «la testimonianza tangibile di un dialogo maturo, costante e strutturato tra le istituzioni e l’industria assicurativa». Nel suo saluto iniziale il presidente ha voluto riservare un passaggio specifico agli agenti e ai broker, definendoli «partner insostituibili» e rivolgendo loro «un abbraccio simbolico ed affettuoso», insieme a un ringraziamento esteso a tutte le rappresentanze dei canali commerciali presenti in sala.
Affrontando lo scenario internazionale, Liverani ha ricordato come dodici mesi prima, dallo stesso palco, avesse lanciato la proposta di un «Patto per un’Italia protetta e quindi più forte e competitiva». Un anno dopo, ha osservato, «lo scenario globale non ci concede il lusso di rallentare, tutt’altro», in un’epoca segnata da «frammentazione geopolitica, spinte neo-protezionistiche e tensioni commerciali internazionali, guerre, che generano inflazione, recessione, volatilità sui mercati finanziari, effetti economico-finanziari ma anche rischi materiali mai visti prima». Per Liverani l’Italia sta dimostrando «una tenacia straordinaria», ma «la tenacia da sola non basta se non è sostenuta da un’infrastruttura di protezione che consenta a famiglie e imprese di guardare al domani con serenità e ottimismo»: è esattamente in questo spazio, ha aggiunto, che si inserisce «la missione sociale ed economica del settore assicurativo».
Un passaggio ampio della relazione è stato dedicato a quello che il presidente ha definito un cliché da sradicare. «Quando sento espressioni come “l’assicurazione è una spesa inutile” – e lo sento ancora troppo spesso – credo fermamente che dobbiamo avere il coraggio di fare didattica del rischio», ha affermato, denunciando un’immagine «obsoleta, polverosa e profondamente ingenerosa» dell’assicuratore, ancora dipinto come «un mero collettore di premi».
Liverani ha ribaltato questa lettura con parole nette: «L’assicurazione non è un costo forzoso o una tassa sulla paura. L’assicurazione è l’esatto contrario: è uno scudo di protezione contro le avversità ma anche una leva di sviluppo, di finanziamento all’economia reale, un generatore di stabilità, libertà ed emancipazione». A sostegno di questa tesi il Presidente ha citato alcuni esempi concreti, ricordando che «senza l’RC Auto il paese si fermerebbe, letteralmente» e che «senza gli enormi investimenti delle gestioni assicurative nel debito pubblico e nell’economia reale, il tessuto socioeconomico italiano sarebbe privo della linfa necessaria a sostenere crescita, innovazione e coesione sociale». Da qui la sintesi identitaria: «Noi non siamo accumulatori di ricchezza fine a sé stessa, come qualcuno ingenerosamente pensa. Noi siamo portatori di resilienza economica nel Paese».
Sul piano dei numeri, Liverani ha illustrato i dati consolidati del settore con evidente soddisfazione, ricordando «il lavoro svolto dalle nostre imprese associate: dalle grandi compagnie naturalmente ma anche dalle realtà più piccole, ma non per questo di minore importanza».
La raccolta premi complessiva ha raggiunto i 182 miliardi di euro, con una crescita del 7,8%, mentre il Solvency Ratio medio settoriale si attesta al 274%, posizionando le compagnie italiane «ai vertici europei» e confermandole «una roccia di stabilità per l’intero sistema macroeconomico italiano». Il settore risulta inoltre il primo investitore istituzionale privato del Paese, con oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, e contribuisce – «lo dico con un certo orgoglio», ha precisato Liverani – con circa 14 miliardi di euro alle entrate fiscali dello Stato, offrendo a circa 300mila famiglie posti di lavoro «caratterizzati da qualità e stabilità seconde a nessun altro comparto produttivo».
Ancora più significativo, secondo il presidente di ANIA, è l’impatto reale sulla vita delle persone: nell’ultimo anno il settore ha erogato 42 miliardi di euro, di cui 27 per risarcire oltre 18 milioni di clienti danneggiati, trasferendo inoltre circa 93 miliardi ai clienti sotto forma di rendite, riscatti e altre prestazioni delle gestioni Vita. «Significa che ogni giorno, ogni ora, migliaia di volte al minuto, una polizza assicurativa è intervenuta concretamente», ha affermato Liverani, elencando esempi che vanno dal risarcimento di un’abitazione danneggiata da un incendio alla protezione di un’azienda da un attacco informatico. «Altro che tassa occulta!», ha aggiunto, ribadendo che il settore rappresenta «uno scudo di protezione e al tempo stesso una leva di equità sociale».
Ripercorrendo i risultati raggiunti nell’ultimo anno, Liverani ha citato la firma del protocollo con il Ministro Valditara per l’educazione assicurativa nelle scuole, il raddoppio in meno di un anno della penetrazione della copertura contro le catastrofi naturali nel sistema imprenditoriale, l’apertura del «cantiere della previdenza integrativa» – dove, ha avvertito, «oltre due lavoratori su tre saranno esposti al rischio povertà quando saranno anziani» – e la firma del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Liverani ha inoltre ricordato il contributo dell’Associazione alla revisione di Solvency II, sottolineando che «l’obiettivo è stato raggiunto: si è liberato capitale da un lato, rendendo in questo modo il settore più attrattivo per i mercati finanziari», e ha annunciato l’arrivo di Andrea Bertalot come nuovo Direttore generale, ringraziando «con affetto» Dario Focarelli per gli oltre vent’anni di collaborazione.
Guardando al futuro, sul fronte dell’orientamento al cliente, «i tempi dei contratti scritti in piccolo, delle clausole di esclusione, delle liquidazioni insufficienti appartengono al passato. Al passato remoto», sottolineando la necessità di raccontare anche le buone pratiche del settore, come l’uso dei dati di guida per premiare gli assicurati più prudenti: «Dimostriamo con dati alla mano che se un assicurato guida bene, in maniera avveduta e prudente, merita già oggi di pagare un premio inferiore indipendentemente dalla regione di propria residenza».
Sul tema delle catastrofi naturali, Liverani ha ricordato che l’Italia è un Paese esposto al rischio ma «molto sottoassicurato», proponendo di estendere l’obbligatorietà di copertura alle residenze private che hanno beneficiato di incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia: «Sarebbe assurdo che lo Stato, in caso di sisma o alluvione, dovesse risarcire chi ha già abbondantemente usufruito del sostegno della finanza pubblica».
Sulle conseguenze dell’inverno demografico, il presidente ha lanciato la proposta di un «bonus di ingresso» per i diciottenni da investire in un fondo pensione, difendendo con fermezza il principio della portabilità dei contributi datoriali: «Il principio di libertà di scelta per gli iscritti e di concorrenza di mercato non può venir sacrificato di fronte all’esigenza di preservare uno status quo che rappresenta uno dei limiti alla diffusione del settore». Sulla sanità, Liverani ha proposto una «sorta di “superconvenzione” con le assicurazioni» per intercettare parte dei 42 miliardi di euro che i cittadini spendono già di tasca propria fuori dal circuito del Servizio Sanitario Nazionale, creando «un secondo ed un terzo pilastro per la previdenza sanitaria, analogamente a quanto fatto per il sistema pensionistico».
Sul piano regolatorio, il pnumero uno di ANIA ha espresso preoccupazione per le prime ipotesi attuative della direttiva sui fondi di risoluzione (IRRD), avvertendo che rischiano di trasformare il settore assicurativo italiano «paradossalmente, in un porto sicuro per gli speculatori del nostro continente» e di generare «un incentivo forte al cosiddetto moral hazard». Liverani si è inoltre unito all’appello del presidente dell’IVASS Angelini per una rapida transizione ai principi contabili IAS/IFRS. Sulle nuove tecnologie, ha rivendicato la volontà del settore di «guidare il cambiamento e non esserne guidati», precisando che l’obiettivo dell’intelligenza artificiale è dotare le persone «dei super poteri che la tecnologia consente oggi. E non sostituirle».
Nel delineare il ruolo di sistema che l’associazione intende svolgere, Liverani ha rimarcato l’importanza dell’unione all’interno della filiera assicurativa, indicando espressamente «compagnie, agenti, broker, periti liquidatori ed ogni altro operatore che ruota attorno all’assicurazione» come parte di un’unica squadra chiamata a collaborare, accanto alle istituzioni e ai corpi intermedi con cui l’ANIA ha già avviato collaborazioni concrete, dalla mappatura del rischio esondazioni con l’AUBAC alla diffusione della cultura assicurativa tra gli sportivi con il Ministro Abodi.
Chiudendo la propria relazione, il Presidente ha rivolto un appello diretto alle istituzioni, esprimendo l’auspicio di non ritrovarsi «anche quest’anno a ottobre a parlare di tassazioni retroattive, prelievi anomali e contributi straordinari alla legge di bilancio».
Liverani ha ribadito che la solidità del settore «non deve essere considerata un dato scontato o, peggio, un giacimento di risorse a cui attingere regolarmente nei momenti di complessità della finanza pubblica», rivendicando per l’assicurazione un ruolo da protagonista nelle grandi «operazioni di sistema» a sostegno delle transizioni industriali e della crescita del Paese. Nelle conclusioni ha sottolineato come l’industria assicurativa italiana abbia completato «una transizione fondamentale», parlando oggi alle istituzioni «con una voce sola, forte, unita, coesa e autorevole», e ha ricordato che ciascuno, a prescindere dal ruolo ricoperto, è in fondo «cliente delle assicurazioni». Il presidente ha chiuso il proprio intervento ribadendo che «il Patto per un’Italia Protetta non è uno slogan, è una proposta strategica permanente», perché «un’Italia più protetta è, e sarà sempre, un’Italia più forte, più giusta e più competitiva».
A cura di Vincenzo Giudice
Foto in copertina: Giovanni Liverani, presidente di ANIA




