pallet di legno destinati al trasporto internazionale
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IUMI, gli imballaggi in legno diventano un rischio per l’assicurazione cargo

Per l’assicurazione cargo, un pallet non conforme può trasformarsi in un problema operativo e finanziario anche quando la merce trasportata non ha subito alcun danno. È questo il tema al centro della nuova guida pubblicata dall’International Union of Marine Insurance (IUMI), che richiama l’attenzione sui rischi legati agli imballaggi in legno utilizzati nel commercio internazionale e sull’impatto che i controlli delle autorità possono avere sulle coperture assicurative.

Il riferimento è all’ISPM 15, lo standard fitosanitario internazionale adottato dalla International Plant Protection Convention per impedire che pallet, casse, gabbie e materiali di supporto in legno favoriscano la diffusione oltre frontiera di organismi nocivi e malattie delle piante. Il problema, secondo IUMI, riguarda soprattutto la non conformità delle marcature e le conseguenze che possono derivarne lungo la catena logistica.

Quando un’autorità individua un imballaggio non conforme, la spedizione può essere sottoposta a fermo, trattamento d’emergenza o fumigazione. In altri casi può essere necessario sostituire l’imballaggio, procedere al riconfezionamento o rispedire l’intero carico al Paese di origine. In presenza di determinate violazioni può arrivare anche l’ordine di distruzione del materiale.

Lars Lange, segretario generale di IUMI, sottolinea che «nella grande maggioranza dei casi la merce non presenta alcun danno. La non conformità all’ISPM 15 non riguarda normalmente un danno fisico ai beni trasportati, ma le interruzioni operative e i costi che si verificano quando interviene un’autorità di controllo».

Per gli assicuratori marittimi cambia quindi il tipo di esposizione da considerare. Il ritardo della spedizione, più che il danno materiale al carico, può diventare il principale elemento di criticità. A questo si aggiungono i costi delle operazioni richieste dalle autorità e le difficoltà nel determinare chi debba sostenerli.

L’ISPM 15 è in vigore da oltre vent’anni, ma continuano a essere rilevate spedizioni con imballaggi privi della marcatura richiesta o con contrassegni non corretti. IUMI osserva che il fenomeno non riguarda soltanto gli Stati Uniti: lo standard è stato adottato dalle principali economie commerciali e casi di respingimento si verificano in diversi Paesi.

La questione è diventata ancora più concreta sul mercato statunitense. Dal 1° gennaio 2026, la US Customs and Border Protection ha ripristinato l’applicazione integrale di una specifica prescrizione relativa alla marcatura degli imballaggi in legno. Il requisito riguarda il trattino che separa il codice del Paese da quello dell’impianto di trattamento. Non è prevista una fase di tolleranza: una marcatura come «US123», anziché «US-123», può essere considerata non conforme.

In questi casi le autorità possono emettere un Emergency Action Notification e disporre il fermo della spedizione, la riesportazione o la distruzione dell’imballaggio. Un dettaglio apparentemente minimo assume quindi un peso concreto per chi organizza e assicura il trasporto internazionale.

IUMI richiama anche un ulteriore profilo: la possibilità di frode. Le marcature sugli imballaggi in legno possono essere falsificate e, quando le autorità riscontrano un’infestazione su un imballaggio apparentemente certificato, possono considerare fraudolenta la marcatura stessa. Lange avverte che «la marcatura degli imballaggi in legno non è difficile da falsificare e, quando le autorità trovano un imballaggio marcato infestato, in molti casi considerano la marcatura fraudolenta e non semplicemente non conforme». Negli Stati Uniti, aggiunge, alcuni casi hanno portato a pesanti sanzioni civili e persino a condanne penali.

La prevenzione resta quindi una delle principali leve a disposizione della filiera. IUMI suggerisce di acquistare gli imballaggi da operatori autorizzati al trattamento, effettuare controlli visivi prima del caricamento, verificare che i marchi della International Plant Protection Convention siano presenti e leggibili e conservare certificati di trattamento, registri dei lotti e documentazione relativa alla registrazione dei fornitori. Le verifiche dovrebbero essere applicate a tutte le spedizioni, senza limitarle ai Paesi considerati più severi nei controlli.

Un problema specifico riguarda le spedizioni groupage e consolidate. Un singolo imballaggio o elemento di dunnage non conforme può infatti determinare un intervento dell’autorità su un container che contiene merci appartenenti a diversi operatori. Un’irregolarità riconducibile a un solo spedizioniere può quindi produrre ritardi e costi per interessi cargo completamente estranei alla violazione originaria.

Per gli assicuratori, IUMI indica nella provenienza degli imballaggi e nella qualità dei relativi controlli un elemento da inserire nella valutazione del rischio cargo. La documentazione resta necessaria, ma non può sostituire le verifiche operative effettuate prima della partenza della merce.

Pascal Dubois, presidente del Loss Prevention Committee di IUMI, osserva che «nella maggior parte dei casi la non conformità all’ISPM 15 non riguarda un danno fisico al carico assicurato, ma interruzioni operative come fermi, fumigazioni, riconfezionamenti e costi legati ai ritardi». La responsabilità della conformità degli imballaggi ricade normalmente sullo spedizioniere o sul soggetto che prepara il carico, ma la catena di fornitura che sta dietro a un singolo pallet può essere molto più lunga di quanto appaia. Questo può rendere complessa l’individuazione del responsabile e il successivo recupero dei costi.

La segnalazione arriva in una fase in cui il mercato globale della cargo insurance presenta indicatori complessivamente favorevoli. Secondo il rapporto statistico 2025 di IUMI, i premi cargo mondiali sono aumentati dell’1,6% nel 2024, raggiungendo 22,64 miliardi di dollari, mentre i loss ratio sono migliorati per il sesto anno consecutivo. La solidità dei dati aggregati non elimina però esposizioni più circoscritte, come gli accumuli di merci, le dichiarazioni inesatte e le interruzioni della catena logistica.

Per assicuratori e broker, la conformità di un pallet entra così tra gli elementi che possono incidere sulla gestione di una spedizione, soprattutto nei carichi consolidati. Un controllo formale prima del caricamento può evitare che un’irregolarità di marcatura si trasformi, una volta arrivata in porto, in un fermo della merce e in una controversia sulla ripartizione dei costi.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/11/07/assicurazioni-marittime-mercati-stabili-ma-settore-offshore-in-difficolta-i-dati-iumi-2025/

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