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Generali, il 2016 parte con utili e premi in calo

Generali - Insegna Imc

Flessione del 12,3% a 1,16 miliardi per il risultato operativo (leggermente sotto le attese degli analisti) e utile netto in calo del 13,8% a 588 milioni (superiore alle attese), con minori realizzi di plusvalenze su investimenti a causa condizioni avverse dei mercati. Il Gruppo è soddisfatto per il livello della redditività operativa e per il miglioramento dei risultati tecnici Vita e Danni. La performance finanziaria ha invece risentito dei mercati volatili e dei tassi ai minimi. In lieve calo anche la raccolta premi (-1,1% a 19,7 miliardi), con il segmento Vita influenzato dalla volatilità dei mercati azionari (-1,3% a 13,43 miliardi). Combined ratio in miglioramento a 92% (-1,3 p.p.), mentre l’Economic Solvency Ratio peggiora di 14 punti percentuali a 188% riflettendo le complessità del contesto economico

Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2016, che – secondo quanto scrive il Gruppo nella nota di presentazione – “confermano la solida tenuta della redditività tecnica e del modello di business a fronte dell’accresciuta incertezza dello scenario macroeconomico, aggravato dalla volatilità dei mercati finanziari con consistenti perdite sui listini azionari e da tassi d’interesse ai minimi storici”.

Il risultato operativo si è attestato a 1,16 miliardi di Euro (-12,3% rispetto al primo trimestre 2015, leggermente sotto le attese medie degli analisti). Pur registrando un incremento delle performance tecniche sia Vita che Danni, segnala Generali, “il calo deriva dalla performance finanziaria che ha risentito dell’attuale contesto di bassi tassi di interesse e dal programmato minore contributo dei profitti di realizzo”, che nei primi tre mesi del 2015 erano invece risultati “particolarmente significativi soprattutto nel comparto azionario grazie al favorevole andamento di tali mercati”. In assenza di condizioni analoghe in questa prima parte dell’anno, il Leone di Trieste ha quindi adottato “una prudenziale politica di realizzo soprattutto nel comparto obbligazionario, al fine di sostenere i rendimenti futuri dei propri investimenti”. I minori profitti di realizzo hanno condizionato anche la performance non operativa, determinando un utile netto pari a 588 milioni (-13,8% rispetto al dato a fine marzo; il risultato è superiore alle attese medie degli analisti, posizionati attorno a quota 550 milioni).

Il Gruppo è tuttavia più che soddisfatto per la redditività operativa misurata attraverso l’operating RoE (Return on Equity, indice di redditività del capitale proprio) annualizzato, che si attesta al 13,3% confermando l’obiettivo del piano. In particolare, nel trimestre la tenuta del modello di business del Gruppo è testimoniata dalla crescita del 6,4% della raccolta netta Vita – la differenza tra i premi incassati e le uscite per pagamenti e riscatti – che supera i 4,5 miliardi di Euro e dall’ulteriore miglioramento del risultato tecnico Danni, con un combined ratio al 92% (-1,3 p.p.). La raccolta premi complessiva è invece risultata leggermente in calo rispetto al primo trimestre 2015, attestandosi a 19,7 miliardi (-1,1%).

Per quanto riguarda l’andamento dei principali comparti, nel Vita la raccolta ha registrato un rallentamento dell’1,3% a 13,43 miliardi di Euro, per effetto soprattutto dell’andamento dei premi della linea unit linked che, risentendo anche dell’attuale volatilità dei mercati azionari, registrano un calo del 15,4%. Il contesto di mercato influenza anche la nuova produzione in termini di APE (Annual Premium Equivalent, la base premi utilizzata nel calcolo del valore della nuova produzione vita), che evidenzia una flessione del 6,9%, attestandosi a 1,32 miliardi, per effetto della riduzione sia dei premi unici (-4,9%) che dei premi annui (-8,6%). Deciso miglioramento, invece, per il valore della nuova produzione che si attesta a 361 milioni (+12,7% rispetto ai 322 milioni dei primi tre mesi 2015). Il dato ha influenzato positivamente anche l’indicatore del margine, salito di 4,8 p.p. a 27,3%, “a seguito dell’efficace ricalibrazione delle garanzie e dell’andamento dei tassi d’interesse e della volatilità rispetto al corrispettivo trimestre del 2015”. Il risultato operativo del comparto ha segnato una flessione dell’8,2% a 756 milioni, risentendo anche dell’andamento del margine finanziario.

In negativo, sebbene con un calo più moderato, anche la raccolta Danni (-0,6% a 6,31 miliardi di Euro), che riflette l’andamento del settore auto (-0,9%). La performance operativa si è mantenuta vicina ai livelli del primo trimestre 2015 (498 milioni contro 505 milioni). La lieve flessione registrata è attribuibile al calo del risultato degli investimenti, a seguito dell’attuale scenario di bassi tassi di interesse e del peggioramento delle altri componenti operative. Come anticipato, migliora invece la redditività tecnica con un combined ratio a 92% (-1,3 p.p.), grazie ai positivi andamenti osservati in Italia (88,7%, -0,6 p.p.), Francia, Germania e Americhe.

Il patrimonio netto di Gruppo è cresciuto del 5,8% a 24,9 miliardi di Euro, beneficiando sia dell’utile del periodo che del positivo andamento del valore su attività finanziarie disponibili per la vendita. In peggioramento l’Economic Solvency Ratio (calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro del Gruppo), che scende di 14 punti percentuali a 188%, condizionato dall’impatto negativo derivante dall’avverso contesto economico, parzialmente compensato dal mantenimento di una solida generazione ricorrente di capitale.
Uguale flessione anche per il Regulatory Solvency Ratio – che invece considera l’utilizzo del modello interno alle sole compagnie per le quali è stata ottenuta l’approvazione dall’IVASS e per le restanti compagnie l’applicazione della Standard Formula –, che si attesta a 161% (da 175% di fine 2015).

“I risultati che oggi presentiamo dimostrano la capacità di Generali di gestire periodi particolarmente sfidanti come quello in corso – ha commentato il direttore generale e direttore finanziario di Gruppo, Alberto Minali –. Malgrado un primo trimestre in cui i mercati azionari hanno registrato significative perdite e i tassi di interesse sono a livelli minimi, Generali ha mantenuto un livello di redditività operativa (RoE) superiore al 13% in linea con il piano strategico. Inoltre i risultati mostrano, a livello tecnico, un ulteriore miglioramento della gestione assicurativa, sia nel ramo vita sia nel danni. La riduzione del risultato operativo e dell’utile netto è in gran parte riconducibile alla decisione, stante le attuali avverse condizioni di mercato, di realizzare minori plusvalenze sui nostri investimenti, diversamente da quanto fatto nel 1Q2015. Anche la posizione di capitale del Gruppo si mantiene solida nonostante tale contesto economico; l’Economic Solvency Ratio è infatti pari al 188%. I dati confermano che la qualità della nostra squadra manageriale e la disciplina nella sottoscrizione dei rischi consentiranno a Generali di gestire al meglio questa fase complessa e di conseguire una remunerazione soddisfacente per i suoi azionisti”.

Per quanto riguarda i risultati delle attività in Italia, i volumi del comparto Vita hanno registrato una crescita del 2% ad oltre 5 miliardi di Euro, trainati dallo sviluppo della linea risparmio (+9,6% a 4,385 miliardi), mentre è scesa di oltre un terzo (da 852 a 565 milioni) la raccolta in soluzioni unit linked. Nuova produzione in termini di APE stabile a 590 milioni; migliora la raccolta netta (+12,8% a 2,42 miliardi). Flessione del 7,8% a 368 milioni per l’utile operativo. La raccolta del segmento Danni risente invece della flessione nel segmento Auto (-11% a 547 milioni) – derivante “sia dal calo del premio medio in un mercato fortemente competitivo che dell’uscita di alcuni significativi contratti flotte” – e del calo del 3,4% a 746 milioni nel Non Auto. Complessivamente il comparto mostra un decremento del 6,2% a 1,32 miliardi. Migliorano sia il risultato operativo (+1,9% a 163 milioni), che – come scritto in precedenza – il combined ratio, sceso di 0,6 punti percentuali a 88,7%, miglior indicatore regionale del Gruppo.

In merito alle prospettive sull’esercizio in corso, infine, nel segmento Vita il Gruppo “tenderà a favorire l’offerta di polizze meno sensibili al basso livello dei tassi di interesse e con minore assorbimento di capitale in cosiderazione del contesto macroeconomico e finanziario caratterizzato dal perdurare di bassi tassi di interesse”. Nei Danni proseguirà il focus sulla redditività tecnica, al fine di sostenere la performance complessiva in uno scenario di minori redditi finanziari.

Intermedia Channel


Generali – Presentazione risultati primo trimestre (in inglese)

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