
(di Federica Pezzatti – Plus24)
Le banche per ora non sfondano nel danni dove hanno solo il 5%
Il grande boom delle banche nell’Rc Auto non si è ancora realizzato, nonostante la discesa in campo di colossi come Banca Intesa, Unicredit e Mps. Nel settore danni (che comprende anche l’Rc auto) il canale bancario pesava a fine 2015 solo il 4,9% (4,1% a fine 2014).
Nell’ultimo biennio dunque la quota di mercato conquistata dagli sportelli si limita all’1,2%. Tengono invece broker (8,2% nel totale danni) e sopratto gli agenti che monopolizzano ancora il settore danni (81,1%).
Sul ramo Rc Auto si evidenzia la tenuta delle quote di mercato rispetto al 2014, con gli agenti che intermediano l’86,5% del ramo. Il canale diretto invece cresce a ritmi tutto sommato lenti: la vendita diretta dieci anni fa rappresentava il 3,9% del ramo danni e oggi è arrivata il 5,8% nel danni.
I dati evidenziati dalla relazione Ivass indicano ancora che la diversificazione che sarebbe necessaria alla categoria degli agenti, per aumentare i risultati delle agenzie, che da tempo si stanno contraendo, è lontana. Il tutto nonostante le compagnie continuino a realizzare utili record. Gli iscritti alla lettera A del Rui continuano infatti a registrare una riduzione, seppure modesta, nel collocamento delle polizze Vita dove la quota di mercato del canale agenziale scende sotto il 20% (a 19,8%). Dieci anni fa gli agenti distribuivano circa il 30% dei rami vita, mentre i promotori solo l’8,3% (mentre oggi i pf sono arrivati al raddoppio a 16,3%).
La categoria degli agenti continua poi a ridursi. Gli agenti persone fisiche risultavano a fine 2015 25.011 a cui si aggiungono 9.405 persone giuridiche per un totale di 34.416 unità, l’1,8% in meno degli iscritti di fine 2014. Prosegue dunque il fisiologico deflusso.
Nel periodo 2008 / 2015 il numero degli agenti iscritti in sezione A del Rui è diminuito del 15%. Continua dunque il fisiologico deglusso degli agenti verso l’attività di broker questi ultimi sono pasati da 5.572 unità a 5.752 (+3,2%). In aumento dell’1% anche gli iscritti alla lettera E (dipendenti e collaboratori fuori sede): si passa da 195.720 soggetti (persone fisiche e società) del 2014 ai 197.888 del 2015, aumento per lo più ascrivibile ai singoli soggetti vigilati (mentre le persone giuridiche calano).




