Opinione della Settimana

Tensioni su Palladio dopo il blitz in FonSai

Palladio Finanziaria ha già vinto la sua scommessa sul mercato. Dopo il blitz della holding in Fondiaria Sai con il 2,25% del capitale, dietro di lei si sono già posizionati altri investitori istituzionali, si fa in particolare il nome di Matteo Arpe e della sua Sator che avrebbe raccolto poco meno del 2%, e pare alcuni hedge fund. Un movimento che ha tenuto ancora alta l’attenzione sul titolo balzato anche venerdì 10 febbraio di un altro 10% dopo un’ascesa da inizio anno di oltre il 100%.

Ora, però, la holding del Nord Est, fondata da Roberto Meneguzzo e guidata dal manager in tandem con Giorgio Drago, dovrà cominciare a fare i conti con le tensioni che la mossa a sorpresa ha generato nell’establishment della finanza italiana, sebbene al momento si stia parlando di una quota poco superiore al 2% e di un investimento di appena 10 milioni. Reazione rispetto alla quale le strade da percorrere non sono molte: Palladio può decidere di lasciarsi alle spalle le repliche stizzite proseguendo nel progetto e andando fino in fondo, magari con il supporto di chi l’ha seguita in queste prime ore; oppure può valorizzare il pacchetto. A prescindere da quel che sarà la decisione finale resta la reazione contrariata di chi fin qui si applicato nel progetto della maxi aggregazione tra Unipol e FonSai. A poche ore dall’ingresso di Palladio in Fondiaria, è iniziata a trapelare la forte irritazione di Mediobanca e UniCredit, i due principali istituti impegnati nel salvataggio della compagnia assicurativa a autori dell’ambizioso progetto di unificazione con il gruppo di Bologna. Stando a fonti finanziarie, anche Fabrizio Palenzona, vice presidente di Piazza Cordusio ed espressione della Fondazione Crt nella banca, avrebbe preso le distanze dalla mossa di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago esprimendo a sua volta profonda irritazione. Palenzona, va ricordato, è proprio stato il trait d’union tra la Fondazione, UniCredit e Piazzetta Cuccia perchè Palladio, attraverso Effeti, acquistasse il 2,26% delle Generali e salisse al 3,5%.

Quello sul quale mercato e banche si interrogano è la ragione che ha spinto la finanziaria a entrare nel capitale di Fondiaria Sai considerato che le reazioni potevano essere in parte prevedibili. Al momento non è chiaro, tanto più alla luce del fatto che dopo aver manifestato interesse per il dossier a fine anno, nei giorni successivi aveva compiuto una sorta di passo indietro, salvo poi compiere il blitz a sorpresa. Di certo, l’eventuale partita che Palladio si appresta a giocare in FonSai non può non intrecciarsi con gli equilibri nelle Generali, dove è presente direttamente tramite il veicolo Ferak con l’1,7% al quale ha aggiunto la quota ex UniCredit posseduta in comproprietà (tramite Effeti) con la Crt. Naturale dunque pensare che una manovra ostile in Fondiaria Sai possa avere degli strascichi a Trieste, compagnia a cui Meneguzzo è legato anche dalla forte amicizia stretta con l’amministratore delegato del Leone Giovanni Perissinotto. Ma quali potrebbero essere le conseguenze più evidenti? La prima potrebbe riguardare una conclusione anticipata dell’avventura in Effeti, che per Palladio potrebbe significare la perdita di presa su un pacchetto cruciale della compagnia assicurativa. Gli operatori del mercato non escludono però che nei prossimi mesi sul versante di Trieste potrebbero esserci anche altre novità, come effetto della mossa di Palladio.

Domani potrebbe dunque essere una giornata cruciale per capire se e quali equilibri verranno intaccati dalla mossa della holding vicentina. Una mossa, in ogni caso, che al momento non ha frenato la macchina organizzatrice che sta cercando di dar vita al maxi polo Unipol-Fondiaria Sai. La compagnia di Bologna ha infatti dato mandato a Boston consultin, per la parte industriale, e a Lazard, per quella finanziaria, di avviare le necessarie valutazioni sul dossier e ha convocato per il prossimo 19 marzo l’assemblea che dovrà deliberare sull’aumento di capitale da 1,1 miliardi. Quello stesso giorno, salvo colpi di scena toccherà anche a FonSai dare il via libera a una ricapitalizzazione di pari importo. Contemporaneamente, advisor e legali stanno preparando il quesito da spedire in Consob per l’esenzione dall’Opa, che tutti si aspettino arrivi sul tavolo dell’Autorità nei prossimi giorni.

Autore: Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

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