Opinione della Settimana

Traffico fantasma: "Cercano di fuggire dopo l'incidente e così rischiano ancora di più"

Intervista a Cinzia Ricciardi, Comandante di sezione della Polstrada di Roma: ai posti di blocco individuiamo chi è senza assicurazione soprattutto tramite la banca dati

Polizia di Stato - Auto (3) ImcVengono fermati ai posti di blocco ancora inconsapevoli della gravità. Sul cruscotto un tagliandino giallo mostra il veicolo in regola, ma serve solo a salvare le apparenze. Di lì a 5-10 minuti saranno spacciati: 841 euro di multa più sospensione della patente per un anno e il sequestro del veicolo fino alla stipula del Rc auto per almeno 6 mesi. Un pagamento ben superiore a quello della copertura assicurativa.

Cinzia Ricciardi è Comandante sezione della Polizia stradale di Roma. Le domandiamo: come vi accorgete dei tagliandi falsi?
“Nei posti di blocco, soprattutto tramite le banche dati. Appena fermiamo le auto controlliamo oltre le patenti anche le assicurazioni: spesso a prima vista i tagliandi sono perfettamente uguali agli originali. Altre volte ci si rende conto anche materialmente delle diversità, dalla tipologia della carta utilizzata, dall’inchiostro, dai colori utilizzati”.

Cambia il riscontro per le vetture straniere?
“No, è lo stesso. Il controllo avviene tramite uffici di raccordo. E ne vediamo tantissime anche perché avere incidenti con queste vetture crea una certa paura negli italiani che chiedono spesso gli interventi della polizia per la lettura e la trascrizione dei dati. Ma il fenomeno delle polizze false tra loro non è diffuso. Vivono e lavorano in Italia e spesso trovano solo conveniente guidare auto intestate a un parente nel paese d’origine e avere un’assicurazione straniera. Lì le polizze possono costare meno”.

Ci sono zone in cui i riscontri di vetture non assicurate sono maggiori?
“Incidenza maggiore è sulle strade del sud. Ma, diversamente dal passato, sono fasce di popolazione non vicine al crimine. Persone che risentono della crisi e che vivono nell’ignoranza, rifiutando di pensare a cosa si può andare incontro col tamponamento o l’incidente: il premio che paga l’assicurazione alle vittime in caso di morte è una somma a cui un padre di famiglia non può rispondere e che può portare la famiglia in una situazione di disagio per sempre”.

E solitamente questi soggetti in caso di sinistro come si comportano?
“Fuggono. Non sapendo che la città è piena di testimoni e di telecamere. Che nel tamponamento si perdono parti di auto. Che nascondere la vettura in garage cercando i pezzi di ricambio nel contempo non è una soluzione. A contrapporsi al forte senso di inciviltà dei trasgressori, ci sono parecchi cittadini pronti a dichiarare il vero”.

Secondo lei sono tutti attanagliati dalla crisi?
“Dall’ignoranza per lo più. Nel caso della falsificazione troviamo persone per bene che per poche centinaia di euro fanno il tagliando assicurativo contraffatto. Si dovrebbe tutelare la propria famiglia invece. Quando non si riescono a coprire le spese della vittima, viene aggredito il patrimonio familiare, lo stipendio. Abbiamo fermato una signora che portava a scuola i figli: ha dichiarato di non riuscire a pagare la polizza. Gli operatori, nonostante abbiano sempre una parola di conforto davanti a queste situazioni, notavano i ragazzi giocare con tablet e smartphone…”.

Il tagliando cartaceo per l’Rc Auto ha i giorni contati, dal 2015 verrà sostituito da un sistema elettronico. Che ne pensa?
“Ci sarà un’evoluzione che consentirà un’attività più serrata. Un miglioramento tecnologico ci potrà aiutare senza dubbio: il parco circolante non è lo stesso degli anni 70 e tutti i tipi di controllo, anche per mezzo di Tutor autostradali, Autovelox e varchi elettronici Ztl, saranno fondamentali soprattutto a far capire alle persone una cosa importante: tanto vale pagare ed essere persone civili”.

Autore: Ilaria Salzano – La Repubblica Inchieste (Articolo originale)

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