Opinione della Settimana

Processo Fondiaria-Sai a rischio trasferimento

Il Tribunale deciderà il prossimo 30 gennaio sulla competenza territoriale di Torino nel processo Fonsai in corso nel capoluogo piemontese. A tre giorni di distanza dall’udienza preliminare per il secondo processo, questo con rito ordinario, a carico di Paolo Gioacchino Ligresti, degli ex sindaci e revisori e dell’attuario. Una circostanza che di fatto lascia aperta la possibilità di unificare i due procedimenti.

Torino - Tribunale Imc

Il tema della competenza territoriale è stato al centro della seconda udienza del procedimento con rito immediato a carico di Salvatore Ligresti e degli ex manager del gruppo assicurativo – Emanuele Erbetta, Fausto Marchionni e Antonio Talarico – per il reati di falso in bilancio e aggiotaggio.

Tutti i difensori degli imputati, ad eccezione di Fausto Marchionni, hanno chiesto il trasferimento del procedimento a Milano, dove, come ricostruisce Gilberto Lozzi, difensore di Erbetta, si sarebbe consumato il reato più grave, quello di agiotaggio, cioé la diffusione di notizie atte a “ingannare” il mercato. Milano dunque la piazza deputata ad ospitare il giudizio oppure, in subordine, Firenze, come chiede Lozzi, dove fisicamente si trova la postazione del Nis – il circuito utilizzato per diffondere al pubblico informazioni e comunicazioni relative a società quotate – in capo a Fonsai e dove dunque fisicamente si è realizzata l’immissione delle notizie con l’obiettivo, come sostenuto nei capi di imputazione, di manipolare il mercato.

Una richiesta rigettata dall’accusa che, attraverso il pubblico ministero Marco Gianoglio, ha sottolineato come il reato in questione, l’aggiotaggio, «si configuri come reato di condotta» e come nella definizione della tribunale di competenza e della territorialità, pesi il luogo dove tale condotta è stata messa in atto. «Il fulcro della vicenda non è rappresentato dai passaggi comunicativi tra Firenze e Milano, che riguardano semplicemente passaggi procedurali, ma l’Ufficio di Public relation investors di Torino da cui partono i comunicati». Durante l’udienza, poi, sono state affrontate le eccezioni formali relative alla costituzione di parte civile. Innanzitutto a carico della stessa Fonsai, insieme responsabile civile, responsabile amministrativa e parte civile nel procedimento. Una incompatibilità di ruoli sostenuta dai difensori degli imputati e rigettata invece dalla procura che invece sostiente come «l’essere uno e trino di Fondiaria – sottolinea in un passaggio il pm Gianoglio – è conseguenza del cambio di governance in seno alla società e dunque di prospettiva da parte della società nei confronti degli indagati». Numerose poi le eccezioni contro la costituzione come parte civile delle associazioni dei consumatori, da Federconsumatori ad Adoc allo stesso Movimento Consumatori, argomentate in base a statuti troppo ampi o mancanti di un chiaro riferimento, tra le finalità, agli interessi degli investitori-soci.

Presentata dai pm e accolta la richiesta di archiviazione – la prima nell’ambito dei due procedimenti Fonsai – a carico di Umberto Bocchino, nel Cda di Milano Assicurazioni come indipendente fino all’aprile 2011 e attuale vicepresidente della Banca popolare di Milano.

Autore: Filomena Greco – Il Sole 24 Ore

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