Opinione della Settimana

La complementare? Non si può rinviare

Risparmio e previdenza ImcIl progressivo invecchiamento della popolazione e il relativo incremento dei costi dei sistemi di welfare pubblici animano sempre più il dibattito. Il nuovo governo guidato da Matteo Renzi dovrà affrontare nodi ancora irrisolti su questo fronte. Le espressioni-chiave sono: sostenibilità finanziaria e adeguatezza delle prestazioni. Secondo le recenti evidenze riportate nel «Pension at a glance» dell’Ocse e nella Relazione finanziaria sulla gestione dell’Inps da parte della Corte dei Conti il sistema previdenziale italiano viene giudicato solido e in netto progresso. L’aumento dell’età pensionabile sarà un fattore determinante per la riduzione della spesa pensionistica. Con una spesa pubblica per pensioni di vecchiaia e superstiti pari al 15,4% del reddito nazionale (rispetto a una media Ocse del 7%) l’Italia aveva nel 2009 il sistema pensionistico più costoso di tutti i Paesi dell’Ocse. Con la riforma globale del sistema pensionistico adottata nel dicembre 2011 (Monti-Fornero) si è realizzato un passo importante per garantirne la sostenibilità finanziaria. Alcune delle principali modifiche introdotte dalla riforma sono costituite dal passaggio immediato al sistema contributivo che è stato applicato a tutti i lavoratori su base pro rata da gennaio 2012 (piuttosto che dalla metà degli anni 2020) e dall’aumento dell’età pensionabile (anch’esso da gennaio 2012).

Il successo della riforma pensionistica che ha rinforzato il legame tra contributi versati e prestazioni pensionistiche ricevute si basa però sull’andamento del mercato del lavoro. I lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti saranno più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia. Diventa indispensabile l’adesione da parte delle giovani generazioni alla previdenza complementare. Nella stessa prospettiva vanno anche le osservazioni della Corte dei Conti. In considerazione della riduzione tendenziale della copertura assicurata dalla previdenza di base per effetto dell’adozione del metodo contributivo, osserva infatti la magistratura contabile, rende più stringente la necessità di un effettivo rilancio della previdenza complementare. Come fare? Secondo la Corte dei Conti ci sono scelte da operare non più rinviabili, dalla formula del silenzio-assenso per l’iscrizione automatica (si guarda con attenzione all’automatic enrolment applicato nel Regno Unito) allo stimolo a una progressiva razionalizzazione del settore, fino all’incremento della fin qui carente partecipazione dei giovani che più necessiterebbero delle prestazioni aggiuntive.

Autore: Carlo Giuro – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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