Opinione della Settimana

Di Davide (Scm Sim): «Più benefici fiscali con pip e fondi pensione»

Quanto” si dovrebbe accantonare per garantire un buon capitale ai propri figli è una variabile che dipende dalla capacità reddituale dei genitori e dal tenore di vita della famiglia. È importante, comunque, fissarsi degli obiettivi, come il college all’estero o ancora il matrimonio. «In linea di principio le famiglie non dotate di uno stock importante dal quale attingere dovrebbero sia accantonare una quota significativa del proprio reddito in forme pensionistiche complementari, almeno il 10% del proprio reddito netto, sia costituire un salvadanaio per i propri figli, con un quota del 5-10% del proprio reddito netto – spiega Riccardo Di Davide, senior partner di Scm Sim. Certo rinunciare a una parte del proprio reddito per far fronte ai bisogni futuri può comportare dei sacrifici, ma è indispensabile per mantenere uno stile di vita lineare e per affrontare con serenità il futuro».

Risparmio - Paghetta - Salvadanaio Imc

Quanto è possibile risparmiare in 20 anni?

Un buon investimento, con accantonamento mensile, poniamo di 400 euro, a un tasso annuo del 5%, in 20 anni porta a un montante (capitale versato) di 96mila € e a un capitale maturato di circa 165mila €. Se il rendimento scendesse al 4%, il capitale maturato si ridurrebbe a circa 147mila €. Con un rendimento del 2% annuo il capitale alla fine dei 20 anni sarebbe di circa 118mila €. Ecco perché è fondamentale considerare i costi del proprio investimento e l’abilità del gestore.

Quali gli strumenti da privilegiare?

Sicuramente i piani di accumulo, soprattutto in considerazione del fatto che si possono effettuare versamenti mensili relativamente modesti come entità. I libretti postali e i conti deposito, invece, li accantonerei. Un genitore di un adolescente con un orizzonte temporale di 20 anni, commetterebbe un peccato mortale se investisse i soldi per il figlio in strumenti a breve termine.

Meglio un Pac in fondi o un prodotto assicurativo?

Sono entrambi validi. A due condizioni: se costano poco e se sono selezionati con attenzione. Troppo spesso infatti si effettuano investimenti senza considerare la validità della casa di investimento, ma solo la comodità nel raggiungere la banca sotto casa o perché c’è un promotore finanziario disponibile a venire a casa la sera. Questi sono elementi importanti, ma non determinanti nella scelta che riguarda il futuro dei propri figli. Piuttosto che scegliere a caso, è preferibile investire in un Etf azionario/bilanciato, con evidenti risparmi in termini di commissioni. Sono i costi e la scarsa abilità del gestore che ammazzano il rendimento. Anche le polizze assicurative, quindi, vanno analizzate con cura, in quanto troppo spesso sono eccessivamente costose e inutili, soprattutto quando non si è in presenza di un beneficio fiscale.

Quali prodotti preferire da un punto di vista di benefici fiscali?

Da un punto di vista fiscale, bisogna senza dubbio considerare i fondi pensione o i Pip (Piani individuali previdenziali, ndr), che possono essere sottoscritti anche dai minorenni. Pochi sanno che i termini di decorrenza di un piano su un fondo pensione partono dal momento della sottoscrizione iniziale. Il minore potrebbe quindi effettuare un primo versamento (e i genitori usufruire dei benefici fiscali, ndr)) e dopo 8 anni potrebbe già prelevare una parte con aliquota di tassazione ridotta (per esempio al 15% per acquisto della prima casa, ndr).

Come pianificare al meglio il risparmio per i figli?

Gli obiettivi sono molteplici e non riguardano solo i figli in modo diretto. Mi spiego meglio: se un genitore è la colonna portante della famiglia e può accantonare una certa cifra ogni mese, deve tutelare la sua posizione chiave con una copertura assicurativa che gli consenta di portare a termine gli accantonamenti per sé e per la propria famiglia in caso di invalidità permanente, di inabilità al lavoro o di scomparsa prematura. In Scm, proprio nell’ottica del family office che ci caratterizza, analizziamo costantemente i bisogni dei nostri clienti e proponiamo soluzioni sia finanziarie sia assicurative ad hoc per ogni nucleo familiare. Ci occupiamo anche di passaggi generazionali, di trust e di tutti gli strumenti indispensabili per tutelare i patrimoni.

Conviene aprire un conto corrente al figlio?

L’apertura del conto corrente è solo un mezzo per abituare i ragazzi al risparmio e per far prendere confidenza con i rudimenti della finanza. Il conto fine a se stesso non è conveniente. È solo uno strumento che può servire a svolgere delle attività.

Autore: Gaia Giorgio Fedi – Il Sole 24 Ore

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