
Tra le nomine pubbliche decise recentemente, quelle riguardanti la Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici partecipata totalitariamente dal Tesoro, sono passate quasi sotto silenzio. Eppure si tratta di decisioni importanti che riguardano l’assicuratore pubblico il quale, costituito nel 1993 per scissione dell’Ina, svolge soprattutto funzioni sussidiarie rispetto al mercato, compiendo numerose attività che riguardano consumatori, utenti, vittime della strada, nonché la gestione di fondi di solidarietà, di credito ecc. Nei giorni scorsi l’assemblea degli azionisti, confermando Mauro Masi nelle funzioni proprie dell’amministratore delegato, gli ha conferito anche la carica di presidente. Egli è così subentrato in quest’ ultimo incarico ad Andrea Monorchio, il migliore ragioniere generale dello Stato dell’ultimo mezzo secolo, che ha lasciato la carica di presidente ricoperta con onore per 12 anni. Nello stesso tempo, l’assemblea ha nominato gli altri due membri del consiglio di amministrazione nelle persone di Andrea Peruzy e di Daniela Della Rosa.
È stata così snellita la governance, si è preso atto dell’ottimo lavoro svolto dal vertice e si è innovato, nella designazione delle persone, ma nella sostanziale continuità, visti appunto i favorevoli risultati della gestione. Gli incarichi conferiti a Masi, in un panorama di nomine pubbliche che non presentano significativi casi di conferme, dimostrano l’apprezzamento per il modo in cui la società è stata governata e segnalano, facendone un caso significativo, un approccio che dovrebbe essere generalizzato: all’attribuzione di una carica pubblica deve seguire, secondo un programma prospettato dal proprietario, la piena autonomia decisionale e operativa – senza ingerenze – dei manager, che poi vanno rigorosamente giudicati sulla base dei risultati del lavoro compiuto, alle scadenze prestabilite: senza valutazioni pregiudiziali concernenti scelte aprioristiche di homines novi, oppure una perpetuazione degli incarichi prescindendo da come si è lavorato. Consap, infatti, ha chiuso il bilancio 2013 con un utile netto di oltre 4 milioni segnando un incremento del 45% rispetto all’esercizio precedente, secondo una linea di progressiva crescita dei risultati dal 2011 in poi. Ora la società è affidata, con il nuovo consiglio di amministrazione, al duo Mauro Masi-Paolo Panarelli, quest’ultimo direttore generale, un punto di forza e di assoluta competenza, che prosegue nel suo tradizionale impegno.
Naturalmente gli avanzamenti in atto non chiudono il discorso su quelli ulteriori che si attendono dalla Consap alla quale, anche perché fruisce di un personale di ottimo livello, vengono assegnati progressivamente nuovi compiti, quali quelli in tema di furto di identità o di amministrazione di ulteriori fondi solidaristici e di utilità sociale, facendone una società non solo resiliente, maparticolarmente in grado di recepire nuove funzioni da esercitare in maniera efficiente ed efficace. Il nuovo assetto di vertice legittima la richiesta di un sempre maggiore impegno, da sottoporre poi a una verifica rigorosa, proprio per la straordinarietà delle decisioni assunte. Ma i passi ora compiuti lasciano ben sperare.



