Opinione della Settimana

Carige Assicurazioni, una truffa da scatole cinesi. Un esposto-denuncia inguaia altri 11 dipendenti

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

(Autore: Giuseppe Filetto – La Repubblica Genova)

Se si dovesse spiegare “il sistema delle triangolazioni di vendita, permute e successivi riacquisti di beni da parte di Carige Assicurazioni, con valutazione di mercato progessivamente pompata” non ci sarebbe modo migliore nel ricordare le scatole cinesi. A leggere le migliaia di carte dell’inchiesta Carige, si scopre che dentro il filone-madre (la truffa alla banca) ci sono altre vicende. Eppoi altre.

Ancora 11 soggetti, infatti, trascinati nel vortice giudiziario. Anche se non indagati. Si tratta di dirigenti, funzionari del ramo assicurativo, che “avrebbero fatto parte o avuto quote azionarie in società, alcune estere, le cui compagini sociali erano schermate da una rete di compartecipazioni”. Tutti chiamati in causa da un esposto-denuncia presentato da Roberto Laganà, a.d. e direttore generale di Carige Assicurazioni dal marzo 2014.

L’esposto è del 7 luglio 2014, quaranta giorni dopo gli arresti nei confronti dell’ex presidente Giovanni Berneschi e della nuora Francesca Amisano; dell’ex amministratore delegato di Carige Assicurazioni, Ferdinando Menconi, e del commercialista Andrea Vallebuona; dell’avvocato svizzero Davide Enderlin e dell’immobiliarista Ernesto Cavallini. Avrebbero sottratto 23 milioni di euro a Carige: con triangolazioni di acquisti e vendite di immobili, creando plusvalenze.

Scrive l’avvocato Laganà: “… Si chiede che l’intestata Procura della Repubblica voglia accertare e valutare se nei fatti, atti e comportamenti riportati, siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti… Con espressa riserva di costituirsi parte civile”. Tant’è che il 4 novembre 2013 l’assemblea dei soci Carige Assicurazioni aveva intrapreso azione di responsabilità nei confronti degli allora indagati. Il 30 giugno 2014 Carige Assicurazioni (prima che fosse venduta ad Apollo) segnala al procuratore aggiunto Nicola Piacente e al sostituto Silvio Franz i suoi dipendenti sospetti, all’epoca ancora in organico, “che hanno ricoperto incarichi nelle società citate dalla Procura o in altre, oggetto di rilievo da parte di Isvap (l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni”.

Carige, oltre a denunciare le violazioni, precisa le posizioni dei dipendenti. Spesso in conflitto di interesse. Mauro Locati, dirigente dell’Ufficio Bilanci, è stato amministratore unico della I. H. e direttore della Compagnia Vita fino al 2012. Ha avuto parte attiva nell’acquisto della I. H., proprietaria degli alberghi Mercure di Milano e Pisana di Roma, comprati da Carige Vita e secondo le indagini della Gdf pagati 3 volte il valore reale. Maurizio Longarini, direttore centrale di Carige Vita, è stato distaccato presso la società partecipata Assi/90, poi venduta alla Balitas di Berneschi e Menconi. Andrea Codega, dirigente dell’Ufficio Credit Management, fino al 2013 è stato socio di Opa Srl, alla quale Levante Assicurazioni (poi Carige Vita) ha dato l’esternalizzazione delle attività ispettive.

Adriano Garbarino, distaccato presso Assi/90, è stato agente di Norditalia, svolgendo attività di consulenza per le compagnie del Gruppo Assicurativo Carige con incarico di capo. Ettore Visconti, figlio di Manlio (ex direttore generale di Carige Vita), della direzione tecnica di Carige Assicurazioni, avrebbe perfezionato “l’operazione immobiliare I. H.”. Luca Somaschini, figlio di Giorgio (ex consigliere di amministrazione), risulta in forza all’Ufficio Audit ed è stato stretto collaboratore di Menconi. Il fratello Matteo è stato socio al 50% della Società Service Management (in outsourcing) e ricopre il ruolo di coordinatore d’area commerciale di Gruppo. Sonia Buffa, moglie di Longarini, lavora all’ufficio Compliance/Antiriciclaggio/Antiterrorismo; come Daniela Tonus, stretta collaboratrice di Menconi. Sergio Menin, consigliere della società “Spa S.r.l. 15” fino al 2003, attuale responsabile del Servizio Gestione Intermediari. Infine, Roberta Tirelli, anche lei vicina all’ex amministratore delegato di Carige Vita.

Tutti sono stati sentiti dall’avvocato Laganà, che scrive: “… I soggetti incontrati hanno evidenziato una serie di ulteriori operazioni che potrebbero essere state utilizzate dai medesimi soggetti per trarre indebito profitto”. Non è finita.

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