
(di Mario Rossi – Quattroruote)
Dopo undici anni da segretario generale della Fondazione Ania per la sicurezza stradale, Umberto Guidoni (nella foto) è, da tre settimane, responsabile del Servizio Auto dell’Associazione delle imprese assicurative. Insomma, semplificando al massimo, il numero uno dell’Rc auto in Italia, la persona che si occupa, indirettamente, di qualche decina di milioni di assicurazioni. Un incarico da far tremar le vene e i polsi. Soprattutto in un momento come quello attuale, caratterizzato dalla dematerializzazione dei documenti assicurativi e dalla “bufera” sui casi di perdita di classe di merito quando si acquista una polizza legata a un finanziamento auto in concessionaria.
Dopo un anno e mezzo dedicato alla creazione delle banche dati e all’adeguamento informatico e telematico, sta per partire la dematerializzazione dei documenti assicurativi. Si parte il 1° giugno con l’attestato di rischio, si proseguirà in autunno con il contrassegno. La fine di un’epoca l’ha definita qualcuno…
La dematerializzazione dei documenti assicurativi è un passaggio epocale. Dà il via a un nuovo rapporto tra assicurato e assicuratore, semplifica le procedure e aumenta la trasparenza. Tutto ciò avrà due importanti conseguenze: risolverà il problema delle false assicurazioni e contribuirà a far diminuire il costo delle polizze. Stiamo entrando nel vivo di un percorso iniziato un anno e mezzo fa che si concluderà il 18 ottobre 2015. Quel giorno dalle nostre macchine scomparirà il contrassegno.
Ma la riforma non rischia di essere “dimezzata” se non sarà accompagnata dalla possibilità di sanzionare in automatico la mancata copertura assicurativa?
Sarà fondamentale accompagnare questo processo con l’adeguamento normativo, cioè con la modifica del codice della strada che consentirà ai dispositivi di controllo a distanza, opportunamente omologati, di accertare in automatico anche la mancata copertura assicurativa. Siamo certi che il parlamento legifererà nei tempi.
Quanti sono i veicoli che circolano senza assicurazione?
Stimiamo che attualmente in Italia circolino tra i 3 e i 3,5 milioni di veicoli non assicurati.
Nelle ultime settimane il settore è finito nell’occhio del ciclone per le polizze Rc “gratuite” vendute nelle concessionarie insieme ai finanziamenti per l’acquisto dell’auto. Molti clienti hanno scoperto solo successivamente che avrebbero perso il “bonus” accumulato. Al di là del fatto che assicurazioni e concessionarie non hanno fatto una bella figura, che cosa si può fare per tutti i clienti che hanno sottoscritto inconsapevolmente quelle formule?
Vorrei fare due premesse: in primo luogo la vicenda riguarda un numero ridotto di compagnie e un numero molto contenuto di clienti. Non è, quindi, un “fenomeno”, come qualcuno l’ha definito. In secondo luogo, in questa vicenda le compagnie si sono comportate correttamente, hanno rispettato scrupolosamente le norme, non hanno aggirato alcuna disposizione. Le informazioni fornite ai clienti erano chiare e complete.
Però molti di quelli che hanno “acquistato” la polizza lamentano di avere scoperto come stavano le cose solo successivamente. E affermano che se l’avessero saputo prima non avrebbero aderito all’offerta…
Può esserci stata, da parte di chi ha proposto la formula al proprio cliente, una certa opacità o incompletezza delle informazioni, questo non lo sappiamo.
Resta il problema.
Per quanto ci riguarda, posso annunciare che il settore si farà carico di risolvere i problemi che vi sono stati.
Che vuol dire?
Siamo in attesa di una direttiva ad hoc dell’Ivass che dovrebbe arrivare nel giro di qualche giorno. I clienti la cui polizza non è ancora giunta a scadenza avranno, a fine contratto, il loro normale attestato di rischio.
E chi, invece, è già stato “retrocesso” in classe 14?
Per le polizze già scadute, invece, come accennavo, stiamo attendendo le indicazioni dell’autorità di vigilanza. Posso anticipare che il problema non si porrà. O, meglio, che vi sarà una soluzione. Il settore è pronto a fare la sua parte. Però, mi consenta di sottolineare che la vicenda ha avuto una eco sproporzionata rispetto alle dimensioni del fenomeno.
Poco fa, parlando di dematerializzazione, ha affermato che vi sarà un effetto positivo sui prezzi delle polizze. Nel 2015 vi sarà finalmente una diminuzione dei prezzi?
Il costo medio delle polizze Rc sta diminuendo da 36 mesi consecutivi. Sicuramente grazie ad alcuni aspetti congiunturali legati alla crisi e a un oggettivo minore, e migliore, utilizzo dell’auto. Però hanno contribuito al calo dei prezzi anche alcuni aspetti strutturali, per esempio la diminuzione delle frodi. Nel 2015 ci aspettiamo un’ulteriore diminuzione delle tariffe. Forse più contenuta rispetto al recente passato ma la diminuzione ci sarà.



