Opinione della Settimana

Cosa chiede il welfare integrativo alla politica?

Assicurazioni - Domande - FAQ (4) Imc

(di Alessandro Bugli – Il Punto, Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro)

Questo è il tema della seconda sessione del convegno* organizzato da Itinerari Previdenziali il 2 dicembre 2015 dal titolo: “In uscita dalla crisi o a metà del guado?”.

Prima di cominciare a chiedere, chiariamo in battuta cosa certamente NON ci interessa:

Il pensiero vola immediatamente all’aumento della tassazione per Casse di previdenza dei liberi professionisti (passata di recente dal 20 al 26%) e per i Fondi pensione (aumentata, da prima, da 11 a 11,5 e, pochi mesi dopo, poi portata a 20%), per di più con effetto retroattivo, con tanta pace dello Statuto del Contribuente. Lo stesso assunto vale, sempre in termini di fiscalità, per la scelta di variare in aumento per ben due volte e nel giro di un semestre le aliquote tributarie per Casse di previdenza e Fondi Pensione; scelta poco piaciuta e offensiva per gli impegni di lungo termine assunti nei confronti di coloro che si sono obbligati o hanno deciso di conferire parte dei propri guadagni (e risparmi) agli enti di primo e secondo pilastro.

Si badi, poi, che per quanto attiene alle Casse di previdenza dei professionisti, si registra un’ulteriore antipatica anomalia di sistema: gli iscritti a tali enti sono (indirettamente) tassati sia in fase di accumulo sia, sulla medesima quota di rendimento maturato, ritassati (direttamente) al tempo dell’erogazione della prestazione. La quota di capital gain finisce così per passare due volte sotto la gogna della pesante tassazione (prima 26% e, poi, aliquote IRPEF ordinarie).

Non dimentichiamo, poi, a corredo dei fattori nemici del welfare integrativo, anche l’introduzione normativa (a dir poco) poco fortunata, quale il TFR in busta paga.

Ciò posto, non è corretto dir solo male, se è vero – come par vero – che la legge di Stabilità per l’anno 2016 vedrà interessanti interventi in tema di welfare aziendale, attraverso voucher retributivi a condizioni fiscali agevolate.

Cosa si chiede?

Fisco

La prima richiesta non può che essere nel senso di un ritorno (almeno) al parziale ribasso (se non all’eliminazione) della tassazione per Casse di previdenza e Fondi pensione in sede di accumulo. Val la pena di ricordare che, almeno per le Casse, l’iscrizione dei professionisti non è una libera scelta del singolo, ma un obbligo – tale e quale – a quello per vale gli altri lavoratori chiamati a contribuire a INPS.

Non sperando in così tanto. Riteniamo che – a saldi quasi invariati – i tempi siano maturi per una rivisitazione (naturalmente, non al ribasso) delle agevolazioni fiscali per le diverse forme di welfare. Mentre per i c.d. single il quadro esistente pare sufficiente e abbastanza soddisfacente (manca, a parere di chi scrive, ancora un passo importante e cioè quello relativo alle spese da sostenere per familiari non autosufficienti), per le famiglie – invece – manca ancora tanto. Ribadiamo quanto più volte detto: la scelta dovrebbe essere per la previsione di un plafond unico di deducibilità che consenta alle famiglie di modulare, tempo per tempo, le esigenze di risparmio e assistenza: superare, quindi, la segmentazione tra gli attuali 5.164,57 euro massimi di deducibilità per previdenza complementare, i 3.615,20 euro per adesione a fondi sanitari negoziali, il 19% di 1291 euro massimi di detraibilità per le quote associative versate a società di mutuo soccorso e le altre detrazioni e deduzioni varie.

Previdenza complementare

Alla politica si chiede di reintrodurre nell’ordinamento l’originaria previsione del d.lgs. 252/2005 relativa al fondo di garanzia per le imprese di medio/piccola dimensione (quelle che, per ciò che qui interessa, hanno meno di 50 dipendenti); fondo volto a sostenere e compensare gli effetti per il datore di lavoro della perdita delle quote di TFR per i propri dipendenti che decidano di iscriversi ai fondi complementari. Diversamente, la diffusione della previdenza di secondo pilastro nel diffusissimo tessuto piccolo imprenditoriale sembra difficile, se non impossibile, da venire.

Sanità integrativa

In linea con quanto affermato di recente dal Presidente (IVASS, ndIMC) Massicci nella sua audizione alla X Commissione del Senato della Repubblica, bisogna regolamentare in termini chiari e compiuti la materia, colmano i vuoti normativi esistenti e, magari, riunendo in maniera organica tutta la regolamentazione in un unico testo normativo.

In conclusione, i desiderata sembrano riassumibili in un sol motto: “correggere, incentivare e tentare di rimettere ordine”.


* Il convegno è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per info: [email protected].

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