(di Mariano Mangia – Repubblica Affari & Finanza)
Per la prima volta dopo molti anni gli asset di punta non sono più le sicav, ma le unit-linked che consentono di investire con indubbi vantaggi sotto l’aspetto fiscale e operativo
Dati di raccolta positivi, crescita delle masse, un aumento del numero di promotori e dei clienti: il 2015 delle reti di promozione finanziaria sembra avviato a segnare nuovi record, ma segnala anche un cambiamento importante nel mix di prodotti collocati alla clientela.
Le imprese aderenti ad Assoreti hanno fatto registrare, in 10 mesi, una raccolta di 22,5 miliardi, poco meno di quanto consuntivato nell’intero 2014. In termini di masse, a fine settembre, ultimo dato disponibile, la consistenza patrimoniale dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento distribuiti tramite le reti di promotori finanziari ammontava a 329 miliardi, il 7,3% in più del dato del settembre 2014. Rispetto allo scorso anno, tuttavia, si segnalano due novità. Per cominciare, il risparmio amministrato è tornato fornire un contributo positivo alla raccolta complessiva del settore, con un risultato netto di 3,5 miliardi che è il saldo tra deflussi per 1,3 miliardi delle posizioni detenute direttamente in titoli e l’incremento di circa 4,8 miliardi della liquidità della clientela.
Ma la novità più rilevante si registra nella composizione della raccolta del risparmio gestito, nel complesso positiva per 19 miliardi. Per la prima volta dopo molti anni, i prodotti di punta delle reti di promozione finanziaria non sono più fondi comuni e sicav, ma una polizza assicurativa, pur sempre legata ai fondi, visto che si tratta della polizza di tipo unit-linked, un prodotto che consente di investire in fondi interni o esterni, con alcuni indubbi vantaggi, sotto l’aspetto fiscale e sotto l’aspetto operativo, rispetto al possesso diretto di un portafoglio di fondi.
In cifre, la raccolta diretta di fondi comuni e fondi di fondi, italiani ed esteri, è stata pari a soli 3,5 miliardi, mentre le unit-linked hanno raccolto oltre 10 miliardi. Per dare un’idea del cambiamento intervenuto, è sufficiente richiamare le cifre dell’intero 2014, quando il rapporto tra le due tipologie di prodotti era invertito, con 10 miliardi di sottoscrizioni nette di fondi a fronte di una raccolta delle polizze unit-linked superiore agli otto miliardi.
Dai dati di raccolta sembrerebbe emergere anche una tendenza a una maggiore “delega” di gestione da parte della clientela delle reti, ma solo per quanto riguarda i fondi, visto che le gestioni di portafoglio in fondi, le Gpf, hanno raccolto 3,9 miliardi, più del doppio del risultato fatto registrare nell’intero 2014, mentre le gestioni classiche in titoli appaiono in flessione. Il contributo delle reti di promozione aderenti ad Assoreti al totale della raccolta di fondi comuni, resta in ogni caso significativo. Considerando sia la distribuzione diretta di quote di fondi, sia la raccolta in forma indiretta, ossia attraverso polizze unit-linked e Gpf, l’associazione delle reti di vendita stima questo apporto in poco più del 20%, mentre in termini di masse gestite, l’incidenza sul patrimonio totale è calcolata in quasi il 27%.
Per quanto riguarda gli altri prodotti, appare in forte calo la raccolta delle polizze vita tradizionali, quelle a gestione separata, meno richieste dalla clientela a causa dei bassi rendimenti obbligazionari, ma anche meno “spinte” dai collocatori, perché i cambiamenti normativi rendono questi prodotti molto onerosi per le compagnie assicurative in termini di requisiti patrimoniali. Da segnalare anche la crescita, sia pure marginale in rapporto a quanto consuntivato in termini di risparmio gestito e amministrato, della raccolta di prodotti di erogazione, in particolare quella di crediti personali e mutui che risulta di poco inferiore a quella dell’intero 2014.
Questi sono i risultati complessivi del sistema, ma va osservato che le scelte commerciali adottate dai principali gruppi di promozione, il settore presenta un’elevata concentrazione, appaiono piuttosto differenziate. Sulla base dei dati Assoreti di raccolta dell’attività di offerta fuori sede per il periodo gennaio-ottobre, si vede, ad esempio che anche in Azimut le unit-linked prevalgono, sia pure di poco, sulle sottoscrizioni dirette di fondi, mentre hanno puntato decisamente sui prodotti assicurativi Banca Generali e, ancor di più, Allianz Bank Financial Advisors – qui le polizze rappresentano quasi l’80% della raccolta netta complessiva – ma anche Banca Fideuram e Sanpaolo Invest, dove si è registrato soprattutto un massiccio spostamento da fondi e sicav detenuti in forma diretta alle gestioni in fondi; la sottoscrizione di fondi comuni resta prevalente, invece, in Banca Mediolanum, dove rappresenta il 71% del totale, mentre il risultato di raccolta più elevato in assoluto di FinecoBank deve molto al contributo del risparmio amministrato – siamo intorno al 44% – più in particolare della quota investita dalla sua clientela in strumenti di liquidità.
Qualche numero, infine, su clienti e promotori. I primi sono in crescita per il secondo anno consecutivo e sfiorano i 3,6 milioni. Siamo lontani dagli oltre quattro milioni toccati prima dello scoppio della crisi, ma il trend di crescita è confermato: a parità di perimetro di indagine, sono intervenuti alcuni cambiamenti nella composizione del campione di società Assoreti, la crescita tendenziale sfiora il 5%. Quanto ai promotori, l’incremento è più contenuto, +1,5% la variazione a fine settembre che porta a 21.195 il totale dei professionisti operativi, ossia con un portafoglio maggiore di zero.




