Opinione della Settimana

Quel tangibile ulteriore aiuto di Mario Draghi ai fondi negoziali

Pensioni - Calcolo Imc

(di Gianfranco Ursino – Plus24)

Buon avvio d’anno per i fondi pensione negoziali. Tutti i comparti hanno chiuso in positivo i primi tre mesi del 2016. Il quantitative easing di Mario Draghi partito a marzo 2015 ha avuto effetti positivi in primis sui bond governativi, soprattutto sui titoli a medio-lungo termine, e dopo l’ultimo annuncio dello scorso marzo di incremento del Qe da 60 a 80 miliardi al mese, con l’inclusione dei bond corporate, anche questi ultimi hanno registrato un ulteriore aumento delle quotazioni. Al diminuire dei tassi di interesse aumenta il prezzo dei titoli, un aumento che è direttamente proporzionale alla duration (ovvero maggiore è la duration maggiore è l’effetto sui prezzi). Una correlazione inversa tra tassi di interesse e prezzi che favorisce in questi casi gli investitori istituzionali che hanno i portafogli pieni zeppi di obbligazioni.

In particolare, secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Consultique, tra i fondi pensioni negoziali hanno tratto maggiore beneficio da questa dinamica di mercato i comparti garantiti e obbligazionari che da gennaio a marzo hanno conseguito rendimenti molto positivi, consentendo a queste più prudenti linee previdenziali di portarsi sopra l’asticella del rendimento offerto dal Tfr sull’orizzonte temorale di lungo periodo di 3 e 5 anni, rispettivamente pari a 4,18% e 10,43% al netto della tassazione.

Data la forte volatilità del mercato azionario, le linee azionarie dei fondi pensione negoziali sono sotto pressione, mentre i comparti bilanciati, data la componente obbligazionaria in portafoglio, subiscono meno tale volatilità. Tuttavia, sia comparti azionari sia quelli bilanciati, sui diversi orizzonti temporali analizzati hanno conseguito una buona performance.

Tra le performance conseguite dalle diverse linee nei primi tre mesi del 2016 spiccano in positivo i risultati delle linee Bilanciata e Prudente-Etica del fondo pensione territoriale Laborfonds, destinato ai lavoratori dipendenti del Trentino Alto Adige, che hanno messo a segno risultati superiori al 5%. Sul gradino più alto del podio del primo trimestre del 2016 sale invece il comparto Espansione del FondoSanità, lo strumento di previdenza complementare destinato agli esercenti delle professioni sanitarie.

Tutti risultati, seppur di breve periodo, che portano un po’ di sorriso sui volti degli oltre 2,4 milioni di aderenti dei fondi pensione negoziali, che in questi giorni hanno appreso con l’attesa busta arancione (almeno una parte di loro) che dovranno rinunciare a una bella fetta del loro ultimo stipendio una volta che andranno in pensione.

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