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Bankitalia, le compagnie assicurative italiane sono in grado di fronteggiare scenari particolarmente avversi

Assicurazioni aziendali - Analisi - Strategie Imc

Secondo l’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, la situazione patrimoniale dell’industria assicurativa italiana resta solida con una redditività che si mantiene su buoni livelli. Lo stress test dell’EIOPA ha confermato che le compagnie italiane sarebbero in grado di fronteggiare scenari molto avversi, caratterizzati dal permanere di bassi tassi di interesse per lungo tempo o da forti riduzioni del valore degli attivi e da aumenti degli spread

Secondo quanto emerge dall’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia, la redditività delle compagnie di assicurazione nel nostro Paese è stabile. Nel 2016 il rendimento medio del capitale e delle riserve (return on equity, ROE) è stato del 9,2% nel ramo Vita e del 7,8% nel ramo Danni. Negli ultimi mesi il rafforzamento delle aspettative di crescita dell’economia si è riflesso in un miglioramento dei corsi azionari e degli utili attesi delle compagnie.

L’indice di solvibilità rimane ben al di sopra del livello minimo regolamentare (pari al 100 per cento dei fondi propri ammissibili a copertura del requisito patrimoniale), nonostante il calo registrato dall’inizio del 2016 a seguito della riduzione dei corsi dei titoli di Stato italiani, che costituiscono la principale componente dell’attivo delle compagnie.

Secondo Bankitalia, gli effetti sulla situazione patrimoniale delle compagnie italiane di uno spostamento verso l’alto della curva dei rendimenti sarebbero complessivamente contenuti, grazie al buon allineamento della durata finanziaria di attività e passività. Anche il rischio che l’incremento dei tassi determini un aumento delle richieste di estinzione anticipata dei contratti è basso, in ragione dei rendimenti relativamente elevati che i prodotti vita tradizionali ancora offrono. Una graduale e generalizzata crescita dei tassi di mercato migliorerebbe i rendimenti degli investimenti delle compagnie operanti nel comparto vita, sostenendone la redditività.

Nello scorso mese di dicembre, si legge ancora nel rapporto, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) ha pubblicato i risultati dello stress test condotto su 236 società di assicurazione europee. L’esercizio, ricorda Bankitalia, ha valutato la vulnerabilità delle compagnie in due scenari avversi: l’uno caratterizzato da bassi tassi di interesse per un lungo periodo di tempo (low for long), l’altro da una flessione dei tassi di interesse accompagnata da un rialzo degli spread e da una significativa diminuzione nel valore degli attivi (double hit).

Il buon allineamento della durata finanziaria delle attività e delle passività di bilancio limita l’impatto degli scenari sulla situazione patrimoniale delle 16 compagnie italiane incluse nel campione. La riduzione media dell’eccedenza di attività sulle passività nello scenario low for long è di circa il 5%, a fronte di un valore medio europeo del 18%. Nello scenario double hit la diminuzione è molto più ampia, superiore al 30%, in linea con quella delle compagnie operanti negli altri principali paesi.

Nell’esercizio di stress, sottolinea Bankitalia, l’impatto sul patrimonio di un aumento degli spread sui titoli obbligazionari è stato valutato dalle compagnie europee applicando le misure di garanzia a lungo termine previste dal regime Solvency II (long term guarantees, LTG) per attenuare gli effetti sugli indicatori di solvibilità della volatilità dei prezzi di mercato.

Per i paesi dell’area dell’Euro, l’applicazione dell’aggiustamento per la volatilità, calcolato sulla base di un portafoglio di riferimento comune ai vari paesi, ha determinato un incremento dell’indice di solvibilità medio delle assicurazioni dal 172 al 206%. L’impatto dell’aggiustamento è stato molto eterogeneo tra Paesi, favorendo in particolare le compagnie meno esposte a variazioni degli spread: 19 punti percentuali per le imprese italiane, 29 per quelle francesi e 84 per quelle tedesche.

Intermedia Channel


Banca d’Italia – Rapporto sulla stabilità finanziaria 1/2017

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