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Trasporti marittimi: con la pandemia raddoppiati i container finiti in mare

Allarme delle compagnie di assicurazione: da novembre 2020 a marzo 2021 persi oltre 3000 container con un danno di oltre $100 milioni

Con la ripresa dell’economia seguita alla prima ondata della pandemia le navi viaggiano a pieno carico e questo riduce la sicurezza

Le compagnie di assicurazione marittima stanno facendo pressione sulle compagnie di navigazione per indurle a migliorare la sicurezza sulle loro navi container. Dall’anno scorso, la perdita di carico delle navi – scrive Shipping Watch – è significativamente aumentata.

Da novembre 2020 a marzo 2021, circa 3.000 container sono stati persi nel Pacifico e le assicurazioni hanno perso più di $100 milioni. Quest’inverno si sono già verificati incidenti simili.

“Dobbiamo fermare questo sviluppo. La perdita dei container mette in pericolo l’equipaggio e la nave, è molto costosa e inquina gli oceani”, ha commentato Anja Käfer-Rohrbach, vice direttore generale del gruppo di interesse del settore assicurativo tedesco Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft (GDV).

A giudizio delle compagnie il fattore dominante nella perdita di container è il carico pesante sulle navi registrato nell’ultimo periodo. Prima della pandemia, i carichi dei vettori non superavano l’80% della capacità. Dopo un calo all’inizio della crisi Covid, l’industria del trasporto marittimo via container ha visto un’impennata significativa della domanda. E se prima della pandemia, nel periodo 2008-2019, si perdevano in media 1.382 container ogni anno, il numero è più che raddoppiato con il Covid 19.

“Il problema fondamentale è che le caratteristiche di navigazione e i sistemi di sicurezza esistenti delle grandi navi container non sono più coerenti tra loro”, dice Käfer-Rohrbach.

La nuova generazione di mega navi non solo è diventata significativamente più lunga, ma anche più larga. Per rimanere stabili, le navi devono essere in grado di raddrizzarsi molto rapidamente in seguito a sbandamenti, che possono portare a rollio.

I container, che possono essere impilati fino a 12 strati sul ponte, sono quindi soggetti a forze potenti, e le barre metalliche che tengono i container in posizione non sono fatte per questo tipo di oscillazione, sostengono le assicurazioni. Le compagnie di navigazione dovrebbero dotare le navi di zavorre supplementari per limitare il rollio. Ma pochi lo fanno. Inoltre, le compagnie di assicurazione chiedono una modernizzazione del sistema di chiusura che mantiene i container al loro posto.

Senza queste misure, a breve termine, GDV vede una riduzione del carico come unica opzione. Però considerando il boom dell’industria marittima e la considerevole mancanza di capacità, questa non sembra una possibilità realistica.

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