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Cappotti termici: attenti alle garanzie assicurative

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini

Prevenire è meglio che curare. Il vecchio proverbio di Erasmo da Rotterdam si declina sempre più spesso anche in ambito assicurativo: meglio prevenire i sinistri che doverli pagarli. É divenuto un mantra ad esempio per le compagnie che propongono premi rc auto più vantaggiosi a coloro che accettano di istallare meccanismi (black box) in grado di testare un comportamento prudente alla guida. Oppure offrono più favorevoli condizioni contrattuali ai contraenti di polizze sanitarie che esibiscono stili di vita morigerati. Ma non è sempre possibile utilizzare l’arma della prevenzione per mitigare l’entità dei sinistri o di nuovi rischi in arrivo. Spesso gli assicuratori sono presi di sorpresa da eventi che non avevano previsto, da rischi che si presentano con una magnitudo inaspettata. E, a quel punto le novità vengono incorporate nell’esperienza passata, l’entità dei rischi potenziali viene ritracciata ad un livello più alto ed i costi delle coperture seguono una traiettoria analoga. E’ quanto accaduto in Gran Bretagna dopo l’incendio che nel 2017 distrusse a Londra la Grenfell Tower provocando la morte di 72 persone. D’improvviso gli assicuratori scoprirono a loro spese che i rivestimenti di molti nuovi edifici erano stati realizzati con materiali combustibili, con un rischio d’incendio molto maggiore rispetto a quello dei tipici palazzetti vittoriani con i mattoni rossi. E le polizze assicurative sugli edifici sono andate alle stelle. Il giornale The Mail ha scritto in questi giorni che i premi per le polizze che proteggono gli involucri dei palazzi, divenuti molto popolari negli skyline delle grandi città inglesi, da allora sono aumentati in media del 350% con punte fino al 2.000 per cento. Inutile dire che simili incrementi di prezzo sono spesso insostenibili dai proprietari che sempre più spesso sono costretti a privarsi della copertura assicurativa.

E in Italia? Nel bel paese, finora, il rischio di incendi appare più contenuto per la maggiore percentuale di edifici tradizionali costruiti con materiali (laterizi, cemento) incombustibili. E pertanto le polizze non hanno registrato finora gli incrementi sperimentati altrove. Ma è una realtà che sta cambiando rapidamente. Nelle nostre città pullulano i cantieri per dotare i palazzi di “cappotti termici” così da realizzare significativi risparmi energetici. I forti incentivi fiscali accordati dal governo (fino al 110% della spesa sostenuta), peraltro discutibili sul piano dell’equità, hanno enormemente dilatato il numero dei progetti. Sono sicuri i nuovi manufatti? Dipende. I materiali dei nuovi “cappotti” (polistirolo, poliuretano) sono ignifughi, cioè non favoriscono la propagazione delle fiamme, ma sono comunque combustibili. Nei mesi scorsi, con gli incendi di due palazzi (a Milano ed a Torino), per fortuna senza perdite di vite umane, si sono avute le prime avvisaglie di un profilo di rischio che sta cambiando. Dovremo anche noi abituarci a subire incrementi a tre zeri nei costi della protezione assicurativa? Sarà inevitabile se non verranno adottate scrupolose misure di prevenzione in grado di mitigare il rischio di incendio. In questa direzione va l’iniziativa presa dall’Anapa Rete ImpresAgenzia, il sindacato degli agenti assicurativi, per sollecitare il rispetto degli standard più elevati di sicurezza (quelli emanati da vigili del fuoco), per far si che i massimali delle polizze rispettino il nuovo valore degli edifici (presumibilmente più elevato all’indomani delle ristrutturazioni). E per far si che le polizze di responsabilità civile dei tecnici chiamati ad asseverare i progetti siano effettivamente capienti. In questi giorni sono state pubblicate le prime cifre, allarmanti, sulle frodi perpetrate all’ombra dei bonus edilizi. Dei 4 miliardi di agevolazioni fittizie bloccate dall’amministrazione finanziaria il 50% risulterebbe già monetizzato e scomparso dai radar. Sottotraccia rimangono poi i progetti realizzati con materiali scadenti e procedure non corrette. In caso di colpa (non di dolo, ovviamente), gli assicuratori che hanno prestato le garanzie RC ai professionisti dovranno mettere mano al portafoglio.

a cura di Riccardo Sabbatini

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