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Signorini (Ivass): su Rc Auto serve riforma urgente bonus-malus e rivedere i meccanismi di compensazione

Il presidente dell’Ivass ricorda l’arrivo di due novità rilevanti per il settore: la Tabella unica nazionale per i risarcimenti dei danni non patrimoniali da macro-lesioni e l’istituzione dell’Arbitro assicurativo

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Intervenuto all’assemblea dell’Ania, il presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini, ha parlato di alcuni aspetti tecnici di rilievo per l’industria assicurativa, partendo dal considerare alcuni aspetti positivi nell’ Rc Auto.

“I divari territoriali nel costo delle polizze si vanno progressivamente attenuando”, ha osservato Signorini. “Lo scarto tra Napoli e Aosta, le due province che si collocano agli estremi della distribuzione, si è ridotto in 8 anni di quasi la metà. D’altra parte i margini tecnici continuano a mostrare marcate differenze (da -30 euro per polizza a Caltanissetta, a +148 euro a Isernia), non sempre immediatamente spiegabili. Ho chiesto di approfondire meglio le cause di questa variabilità e mi riprometto di tornarci una volta che avremo un quadro più completo. Pensiamo che il grado di concorrenza a livello locale abbia un ruolo: a parità di rischio, dove più alta è la competizione tra imprese, più bassi paiono essere i prezzi per i consumatori. Sappiamo però anche che l’incidenza delle denunce tardive e i tempi e l’incertezza del contenzioso hanno un peso molto rilevante, e che progressi su questo fronte sono essenziali per ridurre le differenze territoriali”.

Il presidente dell’Ivass ha sottolineato come siano in arrivo due novità di rilievo. “La prima riguarda la Tabella unica nazionale per i risarcimenti dei danni non patrimoniali da macro-lesioni, valida per la Rc Auto come per la Rc Sanitaria. Abbiamo collaborato con il Ministero dello Sviluppo Economico per la sua definizione, in armonia con i criteri fissati dal legislatore. La bozza di decreto posta in consultazione dal MISE ha ricevuto alcune osservazioni, sulle quali forniremo le nostre valutazioni nei prossimi giorni. Confidiamo che segua una rapida emanazione. Il provvedimento è atteso da oltre 15 anni, e ci attendiamo che la sua adozione abbia effetti positivi di rilievo sulla certezza del diritto, sull’uniformità di trattamento e sulla durata del contenzioso, a vantaggio sia delle persone danneggiate, sia delle imprese di assicurazione”.

L’altra novità importante è l’istituzione dell’Arbitro assicurativo, “sul cui regolamento siamo convinti che si sia raggiunto un giusto punto di equilibrio grazie, anche in questo caso, alla collaborazione tra il MISE e l’Ivass. L’esperienza dell’Arbitro bancario e finanziario è stata ed è positiva, e ha contribuito a dirottare molte controversie dai tribunali al sistema stragiudiziale, con enormi risparmi di costo e di tempo. Non ci nascondiamo le differenze fra i due casi, prima fra tutte la competenza in tema di valutazioni equitative: queste avranno probabilmente un’incidenza non lieve sull’attività dell’Arbitro assicurativo, mentre non sono previste nel caso bancario; dunque qui non ci soccorre il precedente. Seguiremo l’esperienza con tutta l’attenzione necessaria, pronti a suggerire affinamenti se opportuno. Una cosa è certa: il sistema non può funzionare bene senza la consapevole, aperta collaborazione del mondo delle assicurazioni”.

Sempre in tema di Rc Auto, il dibattito sul ddl concorrenza ha messo in evidenza l’inefficienza di due istituti centrali per il settore: i meccanismi di compensazione tra imprese nel risarcimento diretto Crediamo sia giunto il momento di mettere mano a una loro riforma”, ha detto Signorini. “L’attuale convenzione per il risarcimento diretto, basata sul sistema dei forfait, ha svolto in complesso una funzione positiva nei 15 anni in cui è stata in vigore, contribuendo a contenere i costi dei sinistri; ma è caratterizzata da una granularità insufficiente e da una struttura di incentivi subottimale. È possibile disegnare un metodo diverso, più efficace”.

Anche il sistema bonus-malus, dopo quasi trent’anni di funzionamento, “presenta evidenti segni di usura. Da un lato le classi di conversione universale hanno perso quasi ogni valore segnaletico (poco meno del 90% dei veicoli è in Classe 1); dall’altro, si è diffusa tra le imprese l’abitudine di definire classi “interne”, né trasparenti né universali. Una riforma è ormai urgente. Non va dimenticato tuttavia che la materia è complessa e deve essere affrontata in modo organico, anche tenendo conto di tutte le norme che si sono stratificate nel tempo”.

Foto in copertina: Luigi Federico Signorini, Presidente dell’Ivass

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