Il software Pixel avrebbe prima raccolto informazioni sensibili da Facebook e poi utilizzato i dati personali per proporre pubblicità mirate sul social network

Due azioni legali collettive contro Meta, accusata di aver immagazzinato e utilizzato dati sanitari sensibili degli utenti di Facebook senza il loro permesso. Insomma, l’azienda californiana avrebbe quindi violato la Invasion of Privacy Act dello Stato.
Secondo quanto riportato dal sito americano The Verge, il software Pixel sarebbe il fulcro del sistema. Si tratta di un piccolo snippet in Java che può essere integrato dagli sviluppatori web in qualsiasi sito per monitorare le attività dei navigatori sui propri portali. Lo strumento utilizzato da decine di ospedali e strutture sanitarie avrebbe però consentito a Meta di accedere consapevolmente a dati che l’azienda avrebbe poi riutilizzato per fini commerciali senza il permesso esplicito dei pazienti: si tratta di un numero considerevole di cartelle cliniche, dettagli di appuntamenti con i medici e altri elementi sensibili.
Una delle due cause colletive sostiene che Pixel ha raccolto dati dai portali UC San Francisco e Dignity Health per proporre pubblicità legate a problemi di salute cardiaca e delle ossa. La seconda è ancora più ampia e sostiene che almeno 664 portali avrebbero passato dati privati a Facebook attraverso Pixel. Anche le strutture ospedaliere sarebbero colpevoli, in quanto se le accuse si rivelassero fondate, avrebbero integrato un plugin potenzialmente pericoloso per la privacy dei pazienti.
Le azioni legali non diventeranno necessariamente class action, ma se Meta dovesse essere trovata colpevole potrebbe essere costretta a risarcire un gran numero di persone.
Leggi anche I dati di 1 miliardo di cinesi sono in vendita sul web




