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Lemonade si affida a cani e gatti per uscire dalla crisi

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini

Se il cane è il miglior amico dell’uomo potrebbe diventarlo anche per Lemonade, l’angelo caduto delle insurtech Usa. La compagnia ha appena pubblicato i dati del terzo trimestre 2022, chiuso ancora una volta in perdita. Il rosso fisso è una costante di Lemonade che non ha mai realizzato un utile d’esercizio in alcun trimestre dei suoi sette anni di vita. Allo scorso 30 settembre aveva accumulato nell’anno una perdita netta di $ 234 milioni in crescita rispetto ai $ 171 milioni dei primi tre trimestri del 2021. Allo scopo dichiarato di incrementare la propria raccolta la compagnia – colloca polizze soprattutto rc auto, sull’abitazione e animali domestici – la compagnia ha continuato a bruciare cassa, cioè i soldi ricevuti dagli investitori soprattutto con lo sbarco in Borsa avvenuto nel 2022. Per un po’ il mercato ha creduto alla narrazione che vede le insurtech perdere soldi fino al raggiungimento di economie di scala necessarie per ottenere colossali profitti. Ma per Lemonade non sta andando così ed anche una lunga analisi di Seeking Alpha, il sito Usa di articoli e ricerche sulle società quotate che a dispetto di tutto continua a credere nel futuro della compagnia, ha dovuto un questi giorni far presente come le sue azioni siano ormai scese di uno “straziante” 90% dai massimi del 2021.

Lemonade è ancora alla ricerca dell’algoritmo giusto che le consenta di vendere le sue polizze ad una tariffa che si riveli profittevole. Almeno nel suo caso l’intelligenza artificiale non si sta rivelando particolarmente acuminata. Ed il loss ratio (rapporto tra perdite per sinistri e premi incassati) dopo una diminuzione nei primi due trimestri dell’anno che aveva fatto ben sperare gli investitori, è risalito prepotentemente al 94% nel terzo trimestre.

In questo mare di negatività una delle poche notizie positive riguarda, appunto, il mondo dei cani e dei gatti. L’azienda fondata da Daniel Schreiber ha sottoscritto nei mesi scorsi una partnership strategica con Chewy. È, quest’ultima, un’azienda di e-commerce focalizzata sugli animali domestici. E, con i suoi 20 milioni di clienti, è l’impresa leader negli Stati Uniti per chi si occupa di cani e gatti. A partire dalla primavera del 2023 i suoi clienti potranno accedere e acquistare in esclusiva, attraverso la piattaforma chewe.com, le coperture offerte di Lemonade Pet. Il compenso per la quota di ricavi che Chewe apporterà a Lemonade verrà principalmente pagato con le azioni della compagnia, diluendone il capitale. L’effetto sulla raccolta dell’insurtech potrebbe essere prodigioso sia direttamente nel ramo della pet insurance sia, utilizzando la leva del cross-selling, su molti altri rami assicurativi. Certamente gli indicatori tecnici dovranno portarsi rapidamente in territorio positivo. Diversamente l’aumento dei volumi, invece di condurre fuori dal tunnel i conti di Lemonade, ne accelereranno soltanto la caduta.

a cura di Riccardo Sabbatini

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