Dopo il caso Eurovita, le compagnie si attrezzano con un sistema di tutela automatico per gli assicurati. Alla guida potrebbe esserci Maria Bianca Farina
È ormai pronto a partire il nuovo fondo di garanzia per le polizze Vita, lo strumento voluto dal governo per offrire una tutela concreta agli assicurati in caso di crisi delle compagnie. Il fondo garantirà una copertura fino a 100 mila euro per ciascun cliente e si avvia verso l’ultima fase operativa. Tra le novità più significative figura la possibile nomina alla presidenza di Maria Bianca Farina, ex presidente dell’Ania e oggi presidente emerito dell’associazione che rappresenta le compagnie assicurative. “Sulla sua candidatura c’è convergenza da parte delle imprese”, fanno sapere fonti vicine al dossier, anche se non è l’unica figura in corsa per la guida dello strumento. L’annuncio arriva da MF – Milano Finanza, che ha anticipato i dettagli sul lancio del nuovo fondo di garanzia per le polizze Vita.
In questi giorni che precedono la pausa estiva, le assicurazioni sono impegnate nella definizione dello statuto che regolerà il funzionamento del fondo. L’obiettivo è chiaro: presentare la versione definitiva del documento all’Ivass entro fine agosto o, al più tardi, nei primi giorni di settembre. Il parere dell’autorità di vigilanza sarà cruciale per il via libera, mentre intanto si delinea anche la governance del fondo, che avrà natura privatistica. Il fondo, che sarà alimentato con una quota progressiva legata al volume d’affari delle imprese, partirà dallo 0,4 per mille per arrivare, nell’arco di dieci anni, allo 0,4% delle riserve Vita. Lo scopo è quello di garantire un intervento automatico in caso di liquidazione coatta di una compagnia assicurativa. Si tratterebbe, dunque, di una rete protettiva inizialmente pari a 300 milioni di euro, con una potenzialità di crescita fino a 3 miliardi, simile a quanto già previsto per i conti correnti bancari.
Il fondo nasce a seguito della crisi di Eurovita nel 2023, che ha coinvolto 400 mila clienti, poi salvati da un’operazione di sistema con il contributo di cinque grandi gruppi: Intesa Sanpaolo, Poste, Generali, Unipol e Allianz. La legge di Bilancio 2024 ha quindi previsto l’estensione di una tutela sistemica anche al comparto assicurativo, rafforzando la fiducia dei risparmiatori. A redigere lo statuto è stato un comitato di gestione provvisoria, formato proprio dai manager delle compagnie coinvolte nel salvataggio di Eurovita: Paola Pietrafesa per Allianz, Benedetta Sanesi per Poste Vita, Andrea Mencattini per Generali e Luca Zaccherini per Unipol. A rappresentare gli intermediari è stato Gianluca La Calce di Banca Fideuram (gruppo Intesa), dal momento che anche questi ultimi, per legge, devono contribuire al fondo per un quinto del totale.
Le compagnie hanno già iniziato a stanziare le risorse: Generali prevede un impegno iniziale di 50 milioni, Poste Vita 58 milioni, Unipol 18 milioni e Intesa Sanpaolo 28 milioni netti (41 lordi). Tutti tasselli di una strategia volta a garantire stabilità e continuità ai titolari di polizze Vita in uno scenario dove la sicurezza del risparmio torna ad essere un tema centrale.




