Dal Rapporto ASviS 2025 segnali incoraggianti ma disomogenei: servono politiche mirate per ridurre i divari territoriali

Il Centro Italia si muove a due velocità sul fronte della sostenibilità, con risultati superiori alla media nazionale sugli obiettivi sociali ed economici, ma ancora fragilità evidenti sul piano ambientale e istituzionale. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto Territori 2025 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, presentato a Roma durante la seconda tappa del ciclo di incontri promosso insieme a AXA Italia, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti a istituzioni e attori locali per rafforzare lo sviluppo sostenibile. Il quadro che emerge è articolato e, per certi versi, meno lineare di quanto ci si potrebbe aspettare, perché accanto a progressi significativi persistono squilibri profondi tra territori e tra diversi ambiti di intervento.
Il Rapporto, pubblicato a dicembre 2025, analizza l’evoluzione delle Regioni del Centro Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Nazioni Unite, utilizzando circa cento indicatori statistici lungo un arco temporale che va dal 2010 agli ultimi dati disponibili. Ne emerge un sistema che, pur mostrando segnali positivi su temi come parità di genere e consumo responsabile, fatica ancora a trovare un equilibrio complessivo, soprattutto quando si guarda a questioni strutturali come la qualità delle istituzioni, la tutela degli ecosistemi e la gestione delle risorse naturali.
A sottolineare questa complessità è stato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS: “Nel Centro Italia emergono segnali contrastanti. Alcune aree mostrano buone performance su economia circolare e parità di genere ma persistono ritardi su imprese e innovazione. Queste differenze indicano uno sviluppo non omogeneo anche all’interno della stessa Regione, per questo è cruciale rafforzare politiche a lungo termine mirate a colmare i divari e accelerare su inclusione, benessere e prosperità nell’interesse delle presenti e future generazioni”. Una lettura che invita a superare l’idea di un progresso uniforme e a guardare invece alle specificità locali.
Nel dettaglio, le Regioni del Centro Italia mostrano miglioramenti evidenti su diversi fronti. La parità di genere e i modelli di produzione e consumo responsabili registrano passi avanti concreti, mentre si osservano progressi più contenuti su salute, istruzione, energia e lavoro. Allo stesso tempo, però, si evidenziano arretramenti su temi cruciali come povertà, accesso all’acqua, disuguaglianze sociali, la tutela degli ecosistemi terrestri e la qualità delle istituzioni. Un dato significativo riguarda anche le città sostenibili: è l’unico ambito in cui il Centro Italia si posiziona al di sotto della media nazionale, segnale di criticità nelle politiche urbane e nella pianificazione territoriale.
Il dettaglio regionale conferma la natura disomogenea dello sviluppo. L’Umbria registra miglioramenti in istruzione, parità di genere, lavoro e consumo responsabile, ma peggiora su povertà, agricoltura, acqua, disuguaglianze e istituzioni, con una capacità di raggiungere il 41% degli obiettivi quantitativi analizzati. Il Lazio mostra progressi più ampi, che includono anche salute ed energia, ma presenta un quadro di criticità analogo su povertà, ambiente e governance, con un equilibrio quasi perfetto tra obiettivi in miglioramento e in peggioramento. Le Marche si distinguono per risultati positivi anche sulle città e comunità sostenibili, ma condividono le stesse difficoltà su disuguaglianze e istituzioni. La Toscana, infine, conferma buone performance su istruzione, energia e lavoro, pur evidenziando criticità simili agli altri territori sul fronte sociale e ambientale.
In questo contesto, il ruolo del settore assicurativo e finanziario viene richiamato come leva strategica per accompagnare la transizione. “Siamo orgogliosi di essere al fianco di ASviS nella seconda tappa di un percorso ideato per condividere dati solidi, analisi comparabili e indicatori territoriali, sui molteplici aspetti dell’Agenda 2030 che possano orientare le politiche verso un cambiamento positivo concreto. Crediamo nel potenziale dell’Italia e nel valore di un approccio attivo e costruttivo alla sostenibilità. Come settore, vogliamo contribuire non solo con prodotti, ma anche con analisi, prevenzione, gestione del rischio”, ha dichiarato Letizia D’Abbondanza, direttore Clienti e Comunicazione Esterna di AXA Italia, sottolineando la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e società civile.
Il dato più evidente, alla fine, è che il Centro Italia non parte da zero, anzi. Ma il percorso verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 resta irregolare e richiede una maggiore capacità di coordinamento, visione e continuità nelle politiche pubbliche. È su questo terreno che si giocherà la partita dei prossimi anni.
Foto in copertina: Letizia D’Abbondanza ed Enrico Giovannini
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