Sovraccarico sui capitali, ma il surplus regge: Moody’s avverte sui rischi latenti

Le assicurazioni europee si trovano davanti a una fase delicata, stretta tra la volatilità dei mercati finanziari e l’andamento dei titoli di Stato, elementi che continuano a incidere sulla loro solidità patrimoniale. Secondo Moody’s, il settore mantiene ancora un surplus di capitale, ma le pressioni sulla solvibilità sono in aumento e non possono essere sottovalutate. Il punto non è tanto la tenuta attuale, quanto la capacità di resistere a shock improvvisi, sempre più probabili in un contesto economico instabile.
I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Gli scenari di stress elaborati dall’agenzia indicano che un calo del 25% dei mercati azionari potrebbe ridurre i ratio di solvibilità fino a 10 punti percentuali, mentre un aumento di 50 punti base degli spread sui titoli governativi potrebbe comportare un’ulteriore flessione fino a 8 punti. Allo stesso tempo, movimenti opposti – come una crescita delle azioni o un rialzo dei tassi – potrebbero migliorare gli indicatori, ma con effetti più contenuti. È una dinamica asimmetrica che riflette l’attuale fragilità del sistema.
Il nodo principale resta il legame tra portafogli assicurativi e debito sovrano. Un aumento generalizzato dei rendimenti dei titoli di Stato riduce il valore delle obbligazioni già in portafoglio, comprimendo il capitale disponibile. Al contrario, variazioni più circoscritte a singoli Paesi hanno un impatto limitato, ma non trascurabile. È qui che emerge una forte eterogeneità tra i mercati europei: le compagnie italiane, ad esempio, detengono circa il 37% degli investimenti in titoli di Stato domestici, una quota sensibilmente superiore rispetto a quella di altri Paesi come Germania o Paesi Bassi.
Questo intreccio tra finanza pubblica e bilanci assicurativi è stato evidenziato anche da Bank of England, che sottolinea come il rischio di solvibilità aumenti quando il valore degli attivi scende rispetto alle passività. Nei momenti di stress finanziario, inoltre, le correlazioni tra istituzioni tendono a crescere, amplificando gli shock e trasformando tensioni isolate in rischi sistemici.
Negli ultimi anni, tuttavia, il settore ha cercato di rafforzarsi. Il rialzo dei tassi iniziato nel 2022 ha spinto molte compagnie a ribilanciare i portafogli verso asset di maggiore qualità creditizia. Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a dieci anni con rating Aaa, passato dallo 0,01% di inizio 2022 al 2,84% nel gennaio 2026, ha favorito un aumento degli investimenti in debito sovrano di alta qualità e in obbligazioni societarie con rating A, mentre si è ridotta l’esposizione verso strumenti più rischiosi.
Nel complesso, i titoli di Stato rappresentano circa il 34% degli investimenti del settore, seguiti dalle obbligazioni corporate con una quota intorno al 32%. Anche il miglioramento del merito creditizio di alcuni emittenti sovrani, come il recente upgrade della Spagna, ha contribuito a rafforzare la qualità media dei portafogli. Tuttavia, secondo Moody’s, ulteriori progressi appaiono limitati nel breve termine, alla luce delle prospettive ancora incerte per i debiti pubblici europei.
In questo scenario, il settore assicurativo continua a muoversi su un equilibrio sottile: da un lato la resilienza costruita negli ultimi anni, dall’altro un contesto macrofinanziario imprevedibile. Non è una crisi conclamata, ma piuttosto una tensione latente che richiede attenzione costante e capacità di adattamento.




